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Il caso

Morte David Rossi, il pentito Cortese sarà ascoltato in Commissione

Avviato l’iter per sentire l’ex ‘ndranghetista. Nominato come consulente Gabriele Malinconico

Aldo Tani

26 Marzo 2026, 06:14

David Rossi

David Rossi

Un anno circa di mandato davanti, sempre che non si vada a elezioni anticipate. In ogni caso tempo da sfruttare al massimo per la commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi. Non stupisce quindi che l’organismo parlamentare si muova su più fronti. Si spiega anche così la durata straordinaria dell’Ufficio di presidenza - “forse il più lungo mai fatto”, ammette il presidente Gianluca Vinci - dove sono state decise le prossime mosse: alcune già ufficializzate dallo stesso deputato di Fratelli d’Italia. Come l’affidamento di due perizie.

La prima riguarda il numero 4099099, digitato dal telefono di Rossi la sera della sua morte. La porterà avanti il tenente colonnello della Guardia di Finanza Alessandro Fagnani e servirà a capire se si tratta di una richiesta per ricaricare il cellulare, come stabilito dalla prima commissione d’inchiesta, o se è collegato a un libretto al portatore. “Vogliamo capire se sono stati prelevati dei soldi, perché nessuno ha mai ricevuto un messaggio di ricarica”.

L’altra è ad appannaggio dello psicologo forense Edoardo Genovese e del medico legale Robbi Maghi: si occuperanno di due aspetti differenti. Il primo consulente tratteggerà un profilo psicologico di Rossi nella giornata del 4 marzo 2013, partendo dalla mail inviata a Fabrizio Viola e dalle ferite autoinferte sulle braccia. Manghi si concentrerà sui fazzolettini macchiati di sangue e ritrovati nel cestino e sui bigliettini strappati recuperati nell’ufficio del manager.

I commissari hanno deciso poi di avvalersi della consulenza del consigliere parlamentare Gabriele Malinconico per la lettura degli atti e la stesura della relazione finale. In più è stata avviata la procedura per ascoltare Angelo Salvatore Cortese, uno dei pentiti dell’Operazione Emilia. “In una trasmissione tv ha riferito che c’era una filiale a Viadana che dava 100 mila euro in 24 ore agli affiliati alla ’ndrangheta - spiega Vinci -. Vogliamo capire se si tratta della stessa già entrata in altre inchieste”.

È arrivato invece uno stop alla richiesta dell’avvocato Carmelo Miceli, legale della compagna di Rossi, di nominare consulenti tecnici di parte per formulare ulteriori quesiti. “Non abbiamo ritenuto fondamentale aggiungere altri collaboratori, nonostante ci sia la disponibilità a lavorare insieme - osserva il presidente -. Non vogliamo dare l’idea di un appiattimento su una determinata posizione”. I commissari riprenderanno i lavori il 31 marzo, con l’audizione dei medici legali della precedente commissione e di Robbi Manghi.

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