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Il processo

Uccise la ex con una fucilata alla testa, la ricostruzione in aula. "Un rumore fortissimo, lui disse: ho sparato a Yuleisi"

Ha deposto in aula l'ex capo della Squadra Mobile Riccardo Signorelli, che ha coordinato le indagini

Claudio Coli

14 Aprile 2026, 05:35

Ana Yuleisy Manyoma Casanova

Yulia, la cuoca colombiana vittima di un omicidio a Siena

“I presenti nella casa hanno sentito un tonfo, un rumore forte, sono rimasti atterriti. La sorella di Porras Baloy ha visto uscire Fernando dalla stanza da letto e lui le ha detto: ho sparato a Yulia”. Riccardo Signorelli, l’ex dirigente della Squadra Mobile della Questura di Siena, ha ricostruito così in Corte di Assise gli attimi precedenti al femminicidio di Ana Yuleisy Manyoma Casanova, la cuoca colombiana di 32 anni uccisa nell’agosto 2024 con una fucilata alla testa sparata dall’ex compagno Luis Fernando Porras Baloy, accusato omicidio doloso, aggravato dalla relazione affettiva e dai presunti maltrattamenti, emersi dai racconti di familiari e amici. La deposizione di Signorelli, oggi dirigente della Mobile a Livorno che al tempo coordinò l’indagine sull’omicidio, ha rimesso insieme i pezzi di quanto avvenuto negli istanti precedenti al fatto di sangue.

I due si trovavano in camera da letto quando il fucile dell’uomo ha fatto fuoco centrando alla testa la ragazza: un colpo che secondo il pm Niccolò Ludovici – stando alle varie perizie – è stato sparato volontariamente, mentre l’imputato ha sempre assicurato sia stato accidentale. “Yulia, Fernando, sua sorella e un altro ragazzo hanno pranzato insieme quel giorno – è la ricostruzione di Signorelli riportando le varie versioni dei presenti – e dopo il pasto hanno iniziato a parlare di armi. Porras è andato a prendere l’arma per mostrarla, puntandola anche contro il cane.”

“A un certo punto – ha proseguito – lui torna in camera per mettere a posto il fucile, lei riceve una telefonata e dice di dover andare dalla madre. Gli altri non la vedono più, esce di scena, ma si presume sia entrata in camera da letto, prima di ricevere lo sparo, era senza scarpe.”

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