Economia
Carlo Rossi saluta la Fondazione Mps dopo otto anni
Non è il passato che ritorna però, a suo modo, è un’azione che lascia il segno. Tra dicembre e gennaio la Fondazione Mps ha aumentato la propria partecipazione dentro il Monte, salendo allo 0,2%. La cifra sborsata è all’incirca 10 milioni. Operazione in controtendenza rispetto ai passi indietro all’interno del capitale fatti a partire dal 2013. Da azionista di maggioranza, con in mano più del 50% dei titoli montepaschini a una presenza da zero virgola. Poi la risposta all’appello dell’ad Lovaglio nel 2022, insieme ad altre fondazioni bancarie e ora un altro piccolo scatto.
Mossa che il presidente Carlo Rossi, arrivato all’ultimo giro di giostra, rivendica con orgoglio, anche se rispetto all’assemblea di oggi non svela le intenzioni dell’ente di Palazzo Sansedoni. Però anche se non getta le carte sul tavolo, “noi abbiamo pochissime informazioni, perciò non abbiamo elementi di giudizio per potersi esprimere compiutamente”, fa presente ai tanti cronisti accorsi alla sua ultima conferenza stampa da presidente, racconta le “rimostranze” fatte dai cittadini incontrati via via per l’allontanamento di Lovaglio dal timone della banca: “La gente in strada mi ha fermato e chiesto se a Siena siamo tutti pazzi, abbiamo trovato uno che ha salvato la banca e lo licenziamo”. Rossi ha spiegato di averne parlato anche con il presidente di Rocca Salimbeni Nicola Maione: “Non gli ho fatto una battuta provocatoria, ma è nata dal fatto che noi non siamo a conoscenza delle questioni interne al cda, non le conosco e mi astengo ma gli ha rappresentato il ‘sentiment’ della gente”.
Il presidente di Palazzo Sansedoni ha aggiunto che Maione non ha risposto. L’occasione per ricordare anche la bontà dell’operazione Mediobanca, definita “strategica, importante e innovativa che non ha prodotto tagli di posti di lavoro o chiusure si sportelli”, prima di passare a posare lo sguardo sulla Fondazione. In otto con Rossi alla guida, “sono il presidente più longevo”, ha distribuito sul territorio 81 milioni. L’ultimo bilancio, che deve essere ancora approvato dalla Deputazione generale, porterà erogazioni sugli 11 milioni. Negli ultimi due anni la ventina di milioni distribuiti ne hanno attivati 63. Tra le medaglie che si appunta al petto, insieme a tutta la squadra che lo ha accompagnato nel doppio mandato, l’aver chiuso tutti i contenziosi, arrivando sempre a transazioni. Come quella con Mps, che portò nelle casse della Fondazione 150 milioni. Risorse che hanno contribuito a stabilizzare il patrimonio, arrivato oggi a sfiorare i 600 milioni. Oltre i dati numerici, ci sono le attività legate al terzo settore.
Nell’ottica del programma Siena 2030 sono stati attivati 31 tra bandi e iniziative. Poi i 149 progetti attivati nell’ultimo anno con 125 mila persone raggiunte. E ancora il piano School Food, che ha permesso di entrare in contatto con 1.500 scuole. Quanto basta per andarsene senza rimpianti, “anche se non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto”. Sempre che per lui le luci della ribalta si spengano davvero qui.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy