Lavoro
Alice D'Ercole
La crisi del lavoro in provincia di Siena diventa sempre più allarmante. Ieri pomeriggio Cgil, Cisl e Uil hanno partecipato a un tavolo regionale sull’occupazione in provincia di Siena. Il primo di una serie di appuntamenti utili proprio per trovare delle soluzioni per quanto riguarda una situazione davvero drammatica. “Dal 2023 a oggi - afferma la segretaria della Cgil di Siena, Alice D’Ercole - la cassa integrazione è cresciuta del 332%, mentre dal 2024 al 2025 l’aumento è stato del 231%. Se distribuissimo le ore di cassa integrazione su tutti i lavoratori a tempo indeterminato del settore privato non agricolo, ovvero coloro che possono legalmente accedervi, ogni dipendente avrebbe su di sé quasi 92 ore di ammortizzatori sociali. La realtà è diversificata: ci sono lavoratori che non ne usufruiscono e altri che vivono interamente di cassa integrazione a causa della crisi. Il dato resta comunque allarmante, poiché siamo la seconda provincia d’Italia per incremento percentuale”.
La cassa integrazione però va in qualche modo a sanare situazioni di lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, ma nel conto della crisi bisogna considerare anche quelli che il lavoro lo hanno già perso: “I lavoratori precari - spiega D’Ercole - e chi opera nella catena degli appalti spesso non hanno accesso agli ammortizzatori sociali e perdono commesse e occupazione senza alcuna tutela. Lo scenario è drammatico e la volontà collettiva emersa è quella di dimostrare la coesione del territorio attraverso progettualità specifiche per contrastare la crisi, cercando di lanciare un segnale”.
Il prossimo incontro per il tavolo regionale sull’occupazione è previsto a fine maggio: “L’intento - spiega D’Ercole - è quello di dotarci di strumenti operativi che consentano di contrastare la deindustrializzazione del territorio e di prevenire le crisi aziendali. Ci siamo impegnati a redigere un testo che definisca questo strumento, finalizzato alla gestione delle criticità e all’elaborazione di progettualità capaci di rilanciare e rendere attrattivo il nostro territorio. La volontà collettiva e la preoccupazione generalizzata rappresentano il punto di partenza condiviso di questo percorso”.
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