Lavoro
Gabriele Corradi in Commissione
La vertenza Beko potrebbe essere vicina a un momento di svolta. Una società che ha sede a Sesto Fiorentino sarebbe infatti interessata a rilevare una parte consistente dello stabilimento di viale Toselli e a prendere in carico i 154 lavoratori rimasti dopo la chiusura dello stabilimento lo scorso novembre. L’annuncio arriva da Gabriele Corradi, consigliere di amministrazione di Sviluppo Industriale Siena (che ha chiuso il 2025 con una perdita di 3.700 euro), la società compartecipata da Invitalia e dal Comune di Siena, ascoltato dalla Commissione comunale di garanzia e controllo politico e amministrativo. Un’audizione che ha visto la partecipazione, in veste di spettatori, proprio di alcuni lavoratori di Beko e del sindacalista della Uil Massimo Martini.
“Sono moderatamente fiducioso - ha affermato Corradi - che dopo l'estate ci possa essere qualcosa di molto interessante, potrebbe essere anche un'unica soluzione, ma non per tutti i 40.000 metri quadri dello stabilimento. Ci sono interlocuzioni già a un buon punto, avvenute direttamente a Roma. Tali contatti necessitano di ulteriori verifiche e i tempi non saranno brevissimi, anche perché il sigillo non è ancora pronto. Tuttavia, ritengo che, se le cose procederanno come previsto, dopo l'estate avremo sviluppi più concreti, momento in cui sarà possibile fare anche i nomi.”
Tuttavia, qualche pista si può pure ipotizzare, facendo una panoramica tra le società che hanno collaborazioni attive con società statali. Tra le più rilevanti in zona ci sono Thales, che in Italia occupa quasi 3 mila persone nei settori di sicurezza, difesa e aerospaziale, e Alstom, gruppo francese, che si occupa di costruzione dei treni.
Questo soggetto reindustrializzatore, a prescindere dalle caratteristiche, andrebbe quindi a rilevare una parte consistente dell’immobile, ma il resto della struttura verrebbe lottizzato, o almeno questa è la proposta messa sul tavolo da Invitalia.
Con questa suddivisione, gli assegnatari dei lotti andrebbero ad occuparsi direttamente della bonifica della superficie dello stabilimento (mentre della parte del sottosuolo resterebbe incaricata Beko) a cominciare dal tetto in amianto. Le spese della bonifica sarebbero a carico dei soggetti assegnatari, che però beneficerebbero di uno sconto sull'affitto a compensazione dei costi sostenuti. Ci sono già state delle manifestazioni di interesse da parte di Galenica Senese per 1.600 metri quadri, Cis per 400 metri quadri, Battistolli Sicurezza per 600 metri quadri e Pianigiani Rottami per 12.000 metri quadri divisi in tre lotti. Questo meccanismo permetterebbe di evitare che l’esecuzione dei lavori debba passare da una gara internazionale, che farebbe allungare troppo i tempi, rischiando di andare oltre il dicembre del 2027, data di scadenza della cassa integrazione. Questa era stata la proposta iniziale di Invitalia ma Corradi fa sapere che “nel caso in cui si dovesse scegliere questa strada io mi dimetterei”.
La soluzione dello spacchettamento, anche se con alcune contraddizioni, risulta probabilmente quella più congeniale a non attendere all’infinito un cavaliere bianco. La finestra per agire non è infinita e nell’ipotesi che il 2026 passi liscio tra bonifiche e trattative, resterebbe un solo anno per concretizzare l’ingresso di una nuova società. Nella consapevolezza che i lavoratori vanno comunque formati e i corsi di formazione sostenuti dalla Regione, per forza di cose ora si muovono su un binario teorico.
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