Università
L'ingresso dello studentato ormai in disuso
Si continua a discutere sullo stato e le prospettive di riapertura della residenza universitaria di viale XXIV Maggio a San Prospero sono stati al centro dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di ieri dalla consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile. A rispondere è stato l’assessore ai rapporti con l’università, Vanna Giunti.
“Prima di riportare le informazioni che mi sono state trasmesse dal Dsu, che si sta adoperando affinché quella struttura possa nuovamente tornare a vivere per la destinazione a cui è sempre stata adibita – ha dichiarato l’assessore –, voglio precisare che la scelta, che ancora una volta si è dimostrata totalmente corretta, di aver indirizzato altrove la collocazione di una seconda mensa ha creato le condizioni affinché oggi vediamo la possibilità di restituire alla città e agli studenti un immobile rinnovato e risanato dai problemi strutturali che hanno determinato l’interruzione dell’attività della residenza universitaria. E poi sottolineo l’innovativa progettualità e la conseguente offerta per gli studenti e per i giovani che è scaturita dalla suddetta scelta, e di cui ampia spiegazione è stata data dopo la conferenza stampa presso il Dsu, alla presenza anche del presidente della Regione e dell’assessore di riferimento”.
“Il cambio di destinazione d'uso della ex mensa di via Bandini – ha spiegato Giunti – è una possibilità contemplata negli strumenti urbanistici del Comune; l'acquirente, in funzione dell'uso cui vorrà destinare il bene, potrà avviare le pratiche per la modifica. La tempistica è quella delle pratiche edilizie, l'immobile ricade in zona a vincolo paesaggistico, per cui se verranno apportate modifiche esterne all'immobile sarà necessaria la pratica paesaggistica. La struttura verrà venduta così com'è, sarà l'acquirente, se vorrà, a cambiare la destinazione d'uso”.
“Per quanto riguarda la residenza di viale XXIV Maggio – ha poi evidenziato l’assessore –, come tutti noi abbiamo potuto leggere nelle dichiarazioni del presidente del Dsu, Marco Del Medico, i tempi non sono brevi. La previsione è di circa quattro anni a causa dei corposi lavori di risistemazione necessari, a partire dai problemi strutturali da risolvere, quali le opere di adeguamento sismico. Tutto ciò non permette al Dsu di definire in modo significativamente preciso la tempistica per la riqualificazione. In ogni caso, il primo passo che permette di acquisire un’importante fetta di risorse è stato fatto, con la pubblicazione del bando per la vendita dell’immobile di via Bandini che scade il 30 giugno prossimo. Le fonti di finanziamento per la ristrutturazione sono quelle citate in riunione: per la progettazione i soldi sono già presenti nel piano degli investimenti, per i lavori si dovrà fare ricorso alla vendita dell'ex mensa Bandini o ad altri finanziamenti da individuare. Tutto dipendente dalle tempistiche di ogni azione. Sull'effettiva destinazione dei proventi della vendita dell'ex mensa alla riqualificazione dello studentato, questa è stata più volte affermata e mai smentita. Peraltro, l'immobile di viale XXIV Maggio è struttura strategica ed economicamente più sostenibile di quelle periferiche. Il Comune ha un dialogo continuo con il Dsu. In un’operazione come questa, dove l’interesse per la città e i propri cittadini, soprattutto coloro che vivono nella zona di San Prospero, oltre agli studenti che sono ‘cittadini temporanei’ del nostro comune e che rappresentano una fetta importante del nostro tessuto sociale, svolgeremo la nostra funzione di facilitatore con la massima solerzia”.
“L’azienda Dsu – ha concluso l’assessore Vanna Giunti – è in grado di offrire un alloggio a tutti gli aventi diritto presenti nelle proprie graduatorie. Il patrimonio dell’azienda, a meno che non si modifichi la legge regionale, non può essere utilizzato per far fronte alla carenza di alloggi che riguardano persone con Isee superiore a quello stabilito per l'accesso ai servizi del Diritto allo studio. L’amministrazione in ogni caso ha ben chiara la situazione, rappresentata spesso dagli stessi Rettori, e si sta adoperando al fine di dare risposte concrete alle esigenze che in tal senso vengono rappresentate”.
La consigliera Monica Casciaro del gruppo Siena Sostenibile ha replicato: “È stata fatta luce e chiarezza sui punti dell’interrogazione, conforta il fatto che le risorse provenienti dalla vendita della ex mensa verranno utilizzate per la residenza di viale XXIV Maggio, ma ci preoccupano le tempistiche. Essendo necessarie pratiche a livello urbanistico, anche per quanto riguarda l’antisismica, quattro anni sono tanti e gli studenti hanno bisogno di risposte immediate. Il Dsu riesce a offrire un alloggio a coloro che rientrano nelle graduatorie a seconda della fascia Isee, ma rimane la cosiddetta ‘fascia grigia’ di coloro che hanno magari un Isee di poco superiore e hanno difficoltà nel reperire un alloggio: questo porterebbe una perdita per Siena e per le Università. Chi non trova alloggio va a cercare altri atenei”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy