La querelle
La residenza universitaria a San Prospero
La questione della casa dello studente di San Prospero continua a tenere banco. Nonostante le rassicurazioni del Dsu, il comitato cittadino che si occupa del caso chiede nuovamente interventi e chiarezza. E lo fa con una lettera aperta indirizzata a tutte le istituzioni, Regione, Comune, Università, Dsu, politica e sindacati.
«La situazione impone oggi una riflessione seria, pubblica e condivisa» – è l’incipit – «episodi di accessi abusivi, timori per la sicurezza e crescente disagio tra i residenti sono ormai fatti documentati e recenti. Non si tratta soltanto di degrado urbano, ma di una questione che riguarda insieme sicurezza, diritto allo studio, qualità della vita e futuro della città. San Prospero, come tutta Siena, ha bisogno di risposte – ancora il comitato – ha bisogno di un progetto. La riapertura non è solo una soluzione possibile – si invoca – è una scelta strategica.»
La missiva chiede dunque «un momento di confronto pubblico, aperto e partecipato che coinvolga tutte le istituzioni competenti e i soggetti sociali interessati», con l’obiettivo di fare chiarezza sullo stato dell’immobile e sui tempi di intervento, definire un percorso concreto per la riqualificazione e riapertura. «Non è più tempo di rinvii o dichiarazioni generiche – conclude il comitato – serve un’assunzione collettiva di responsabilità».
Sulla vicenda è intervenuto ieri il rettore Unisi Di Pietra: «Auspichiamo – ha detto – che attraverso un’opera di ristrutturazione, possa tornare a disposizione delle studentesse e degli studenti. Sappiamo che diverse strutture sono già state riqualificate e restituite alla loro funzione. Ci auguriamo che tale iter si concluda e sottolineiamo l’esigenza di cogliere l’opportunità del finanziamento di Cassa Depositi e Prestiti per l’apertura di nuovi studentati».
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