L'intervista
Elena D'Aquanno, presidente Enoteca Italiana Siena
C’è voluto del tempo ma alla fine Siena può finalmente riabbracciare uno dei suoi luoghi d’eccellenza che sembrava ormai perduto, ovvero l’Enoteca Italiana, che riaprirà nei prossimi giorni al pubblico con la prima esposizione dei vini e nel 2027 con ristorante e museo. Grande soddisfazione da parte della fautrice della rinascita del marchio, Elena D’Aquanno, che ha lavorato a lungo e non senza difficoltà per portare a dama il progetto.
Il primo passo è la riapertura della prima enoteca, per l’altro bastione a che punto siamo?
"Sul San Filippo abbiamo fatto un lavoro grandioso, ci piace molto e siamo contenti, la prima enoteca è già apprezzata da consorzi e aziende e lo sarà ancora di più. È la perfetta rappresentazione di quanto sono belli questi spazi. Il bastione San Francesco ha avuto una piccola battuta d’arresto dovuta a problemi sia tecnici che legati al bando della Regione che è stato complesso, e ha previsto che enoteca diventasse una stazione appaltante. I tempi sono stati rallentati ma il nostro entusiasmo no, non ci siamo mai demotivati. Nel 2027 la progettualità sarà conclusa e diverrà il nostro fiore all’occhiello".
I risultati che presentate premiano la lunga attesa?
"Tutti hanno creduto in noi, i senesi, l’Amministrazione, ci sono state complessità che nessuno poteva prevedere, specialmente per il bastione San Francesco, ma non ci siamo mai tirati indietro. Credo sia importante restituire e valorizzare questi spazi, quando giro per l’Italia tutti mi danno per matta per il fatto che investo in modo importante su un bene che non è mio e non lo sarà mai, dal momento che i bastioni sono del Comune, in concessione. Il marchio è nostro e non avevamo nessun vincolo a tenerlo a Siena, eravamo liberi di portarlo ovunque. Spero dunque che questo spirito imprenditoriale e lo sforzo che c’è dietro venga apprezzato".
Vino, cultura e anche giovani? Ci sarà possibilità, ad esempio, per eventuali feste o compleanni?
"Certamente, sarà uno spazio assolutamente inclusivo".
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