Siena
Cresce la Pinacoteca Nazionale
Una crescita del 5% dei visitatori, con più di 33.000 persone, spalmate in tutte le sedi, frutto di tanti progetti attivati nel corso dell’anno: sono questi i numeri del 2025 della Pinacoteca Nazionale di Siena, dati molto importanti se si considera che la sede principale è chiusa da fine agosto per dei lavori eseguiti con fondi del Pnrr: “Sapevamo che avremmo dovuto chiudere le sale più famose - afferma il direttore Axel Hémery - che sono quelle del Medioevo e del primo Rinascimento. Quindi temevamo un po' una ricaduta. Siccome lo slancio iniziale è stato molto forte, con tanti eventi, e c'era stato un incremento veramente notevole nei primi mesi dell'anno, abbiamo mantenuto un certo vantaggio. È vero che è un po' sperimentale fare aperture più frequenti, delle chiese in particolare, ma speriamo che per questo periodo di chiusura totale che le altre sedi dei musei nazionali possano aumentare il numero di visitatori. Siamo soddisfatti dei numeri”.
Il merito è delle tante attività svolte nel corso dei mesi. “Adesso - racconta Hémery - siamo proprio all'incrocio di tanti progetti con le due Università senesi ma anche altre Atenei in Italia come Urbino. Siamo anche in progetti vari con il Cnr, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Tutti questi scambi culturali di alto livello ci permettono, anche grazie a dei bandi che vinciamo, di portare avanti dei progetti molto ambiziosi. Questa attività molto intensa dà luogo a degli incontri col pubblico, a delle presentazioni, che creano tanto movimento di persone”.
Ma quale sarà il volto della Pinacoteca dopo i lavori? “La faranno entrare direttamente nella modernità - spiega Hémery -, perché per alcuni versi è rimasta ferma agli anni 80’ e 90’. Mentre il riallestimento, pensato con lo studio degli architetti Guicciardini e Magni, sarà un museo molto più vivo, molto più attrattivo per il pubblico e molto più inclusivo. Il pubblico potrà vedere le opere con delle condizioni molto più favorevoli di illuminazione. Un percorso anche aperto a tutti, anche ai portatori di handicap. Sarà un luogo molto più accogliente e che darà più soddisfazione al pubblico di oggi”.
Le prospettive per il 2026 sono subordinate proprio ai lavori. “Tutto dipende un po' da come sarà percepito il museo all'apertura - sottolinea Hémery -. Contiamo molto su questo nuovo museo e sull'impatto che darà al pubblico. Poi c'è l'importanza delle altre sedi che saranno rese ancora più importanti quest'anno. Quindi, diciamo, tutto quello che si svolgeva in Pinacoteca (le aperture, le visite guidate, i progetti) saranno spalmati sulle altre sedi. Dovremo queste presentazioni, poi ci saranno annunci di restauri importanti, di acquisizioni importanti. Ma l’evento principale sarà la riapertura della Pinacoteca”.
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