Siena
C’è una linea sottile che attraversa la storia del Monte dei Paschi, la banca più antica ancora in attività. Una lama che separa due stagioni diverse e che conduce al 14 agosto 1995, quando l’istituto cambia pelle: da ente pubblico a società per azioni. Con quell’atto nascono due soggetti distinti, la banca appunto e la Fondazione, destinati a seguire percorsi autonomi pur condividendo radici profonde.
A guidare quel passaggio fu una classe dirigente che lo interpretò come un salto necessario verso la modernità. Alla presidenza sedeva Giovanni Grottanelli de’ Santi, affiancato dal vicepresidente Vittorio Mazzoni della Stella e da un gruppo di amministratori chiamati a traghettare l’istituzione in un contesto finanziario sempre più competitivo. Quelle vicende rivivono nel volume Facce da Monte, pubblicato da Betti Editrice e firmato da Stefano Bisi. Non un elenco di nomi, ma una galleria di personalità diverse per carattere e visione, accomunate dall’appartenenza a un simbolo. Non mancano i profili di precendeti amministratori, da Danilo Verzili, presidente fino al 1977, a Giovanni Cresti, da Carlo Turchi a Carlo Zini.
La presentazione sarà il 12 marzo 2026 alle 17 alla facoltà di Scienze politiche dell’Ateneo senese, con interventi di Stefano Maggi e dei giornalisti Maurizio Bianchini e Pierpaolo Fiorenzani. Un’occasione per ripercorrere una storia che, tra luci e ombre, continua a interrogare il presente.
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