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Siena

La storica scelta senese di scrivere le leggi in volgare

All’inizio del Trecento venne redatto il Costituto, una grande raccolta di regole che definisce uffici, procedure, controlli e pene per la città

Giuseppe Simone  Modeo

28 Febbraio 2026, 05:00

La storica scelta senese di scrivere le leggi in volgare

Cos’è il Costituto? E’ una grande raccolta di regole che definisce uffici, procedure, controlli e pene: in pratica, spiega come si governa e come si amministra la città. Nel 1309–1310 Siena ne produce una versione decisiva anche in volgare, la lingua d’uso cittadina.

Quando si dice “in volgare”, l’istinto è pensare a una scelta culturale: un’anticipazione dell’italiano, un segno di modernità linguistica. Ma la chiave è soprattutto pratica: scrivere in volgare significa rendere la norma più utilizzabile in una città dove il diritto doveva funzionare ogni giorno, tra uffici, mercati, contenziosi, tasse, lavori pubblici.

Nel Medioevo il latino era la lingua naturale del diritto: prestigiosa, precisa, “professionale”. Proprio per questo però creava un filtro: per usarla davvero servivano professionisti, interpretazioni, mediazioni. Siena, scegliendo il volgare per un testo normativo così importante, ridusse quel filtro. La norma divenne più facile da consultare, riassumere, trasmettere: da un ufficiale all’altro, dal consiglio agli incaricati sul territorio, da un registro all’altro.

Qui sta l’aspetto maggiormente significativo: il volgare non è una “traduzione semplificata” quanto una riproduzione funzionale. Uno statuto non è un discorso ma è un sistema che elenca competenze, tempi, eccezioni, responsabilità, sanzioni. Per reggere, ha bisogno di chiarezza e ripetibilità. Il volgare serve a questo: rendere la macchina del Comune più stabile e meno dipendente da chi monopolizza la lingua dotta.

C’è anche un messaggio politico implicito: la regola non è un enigma da iniziati ma una regola “pubblica” che può essere compresa e maneggiata più facilmente dal mondo urbano che regge la città e gli uffici. In termini moderni, è un investimento in affidabilità istituzionale: meno arbitri, meno interpretazioni interessate, più prevedibilità e, diremmo oggi, “semplificazione”.

Il Costituto in volgare, dunque, è la prova che Siena aveva capito una cosa molto concreta: la legge non è davvero “completa” quando è solo perfetta per gli esperti, lo è quando diventa efficace e facilmente fruibile.

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