Siena
Banca Mps
Le grandi manovre in vista dell’assemblea straordinaria del 4 febbraio sono iniziate. Un passaggio chiave per Mps, non solo per le modifiche statutarie che dovranno essere approvate, ma anche prova generale per ciò che succederà nelle settimane successive, quando il cda di Rocca Salimbeni sarà chiamato a presentare una lista per l’assemblea di metà aprile. In vista dell’appuntamento del prossimo mese, le idee in ogni caso sono già chiare.
Per il cda, infatti, “si sono realizzati i presupposti per una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder e una solida remunerazione per gli azionisti con una politica di dividendi sostenibile nel tempo”, recita la relazione illustrativa della banca. Nel documento il cda mette in evidenza “la rafforzata situazione finanziaria e patrimoniale della banca”, ma anche “il consolidamento della qualità dei risultati e il miglioramento della profittabilità” e “l’attuale contesto di riferimento, il ruolo e la posizione di Banca Mps e del Gruppo Montepaschi nello scenario del settore bancario italiano a seguito del successo dell'Opas”.
Per i consiglieri, inoltre, “l'attuale struttura di capitale evidenzia un importo della posta di capitale sociale particolarmente elevato rispetto al patrimonio netto, non rendendo particolarmente efficiente un'allocazione del 10% a titolo di riserva legale (agli azionisti sarà chiesto di ridurla al minimo di legge, ovvero il 5%, ndr) e, allo stesso modo, il mantenimento della riserva statutaria”. Il board di Mps, quindi, “ritiene opportuno proporre l'introduzione nello statuto della banca della facoltà del cda di presentare una propria lista, in coerenza con lo statuto di altre primarie banche quotate italiane, quale elemento di maggiore flessibilità del meccanismo di elezione” del board stesso.
Le modifiche statutarie che saranno oggetto di voto riguardano in prima persona anche gli stessi vertici. Sono previsti perciò un aggiornamento delle regole per la sostituzione degli amministratori in corso di mandato, la modifica delle norme sulla rieleggibilità degli amministratori con rimozione del limite dei tre mandati (il presidente Nicola Maione potrà quindi essere rieletto) e conseguente abrogazione della deroga per l'amministratore delegato. Tra gli altri punti di discussione la concessione al cda, in assenza di decisione assembleare, della facoltà di nominate presidente e uno o due vicepresidenti, di cui uno con funzioni vicarie.
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