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Siena

Quaranta trattori schierati contro il Mercosur a Milano

Presi di mira l’accordo con il Sud America e i tagli al settore. Faralli: “Difendiamo la qualità dei nostri prodotti”

Vincenzo Battaglia

10 Gennaio 2026, 10:17

Trattori senesi

Trattori senesi in marcia

I trattori arrivano fino a Milano. Circa quaranta agricoltori del territorio senese ieri hanno partecipato alla manifestazione indetta dal Coapi, il Coordinamento agricoltori e pescatori italiani, per protestare contro l’accordo commerciale con il Mercosur e la riforma comunitaria della Pac, con paventati tagli al settore dell’agricoltura a livello continentale. Una protesta che segue quella avvenuta a Bruxelles qualche mese fa e che si pone sulla stessa scia di quella marcia che un anno fa interessò la Siena-Bettolle. “Siamo venuti a Milano - racconta l’agricoltore Andrea Faralli, uno dei referenti della protesta - per cercare di bloccare questo accordo, perché l'importazione dal Sud America porta in Italia dei prodotti non controllati, a basso costo e pieni di pesticidi. Quindi noi non vogliamo che i cittadini italiani siano delle cavie per mangiare prodotti altamente inquinati”.

Ma il problema riguarda anche i prezzi per i consumatori sui mercati: “Noi facciamo un prodotto con una filiera molto tracciata - spiega Faralli -, non usiamo pesticidi ma utilizziamo concimazioni soltanto calibrate. Loro invece hanno una produzione maggiore perché fanno tutto quello che vogliono e quindi riescono ad importare i prodotti ad un prezzo più basso. Questo comporta che le aziende agricole si troveranno in competizione con un prezzo al ribasso per riuscire a vendere il loro prodotto italiano contro quelli che arrivano dal Sud America”.

Una situazione che va a generare un grande danno per tutti i lavoratori del settore: “Negli ultimi cinque anni almeno siamo in perdita con i ricavi di produzione - sottolinea Faralli -, quindi questo accordo ci dà la mazzata finale, perché il nostro prodotto va a zero. Nel 2025 la vendita del grano è stata a ventiquattro euro a quintale. Quindi se arriva dall'estero a dieci euro, nei prossimi anni per comprare il grano ci offriranno dieci euro, se noi rifiutiamo allora ad essere acquistato sarà quello che proviene dall'estero”.

Questo accordo arriva in un momento già di per sé difficile per gli agricoltori e per l'intero mondo agricolo. Per tutti i lavoratori del settore il rischio è che questa possa essere la goccia che fa traboccare il vaso: “È un periodo bruttissimo - spiega Faralli -. Se, come sembra, l'Italia firmerà questo patto con il Mercosur, noi saremo sulla via del fallimento e della chiusura delle aziende agricole italiane”.

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