Economia
Mariano Di Gioia, Segretario Generale Filcams Cgil Siena
Il turismo resta la principale industria del territorio senese: a rivendicarlo è la Cgil di Siena. Nei giorni scorsi, la Uil, per bocca del segretario Massimo Martini, aveva sottolineato la necessità per Siena di non fossilizzarsi solo su questo comparto, a favore del manifatturiero.
I numeri
Come ricorda la Cgil, la provincia di Siena ha registrato oltre 5,4 milioni di presenze, con una crescita del +1,3% rispetto al 2023 e addirittura del +4,2% rispetto ai livelli pre-pandemia del 2019. Siena città, da sola, ha attirato oltre 1 milione e 88mila persone. A fine 2024 le imprese attive nella filiera turistica senese erano 3.043, in crescita dell'1,5% rispetto all'anno precedente, con oltre 16.000 addetti (ovvero quasi il 20% dei lavoratori dipendenti privati non domestici), un settore che da solo rappresenta quasi il 17% del valore aggiunto della provincia e che se si allarga all'indotto con tutte le attività di servizi, in primi cultura e commercio, arriva al 72%. Ad analizzare lo scenario è Mariano Di Gioia, Segretario Generale della FILCAMS CGIL di Siena, che esordisce: "Ormai sono diversi mesi che per provare a valorizzare altri settori produttivi, con molta semplicità, si prova a sminuire quello del turismo".
L'intervento di Filcams Cgil
"Qualcuno si è mai chiesto quanto PIL genera questo settore per la città? - continua il sindacalista - Qualcuno ha mai verificato il valore aggiunto? O ancora, qualcuno sa quante sono le addette e gli addetti? Dietro questi numeri ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori - camerieri, receptionist, addetti alle pulizie, guide turistiche, cuochi, operatori dell'accoglienza - che ogni giorno costruiscono l'economia e la reputazione di Siena non solo in Italia ma nel mondo e che meriterebbero un po' più di rispetto. Queste persone hanno un nome, un contratto di lavoro, una famiglia. E la FILCAMS CGIL è lì per tutelarle, ogni giorno".
"Secondo noi il punto non è scegliere tra industria e turismo - afferma Di Gioia - Siena non può permettersi di perdere né l'una né l'altro. Proprio per questo chiediamo alle istituzioni locali investimenti seri su entrambi i fronti: reindustrializzazione responsabile da un lato e dall'altro politiche del lavoro che combattano la stagionalità, migliorino i contratti, garantiscano continuità occupazionale e dignità salariale nel settore turistico".
"Condividiamo pienamente la preoccupazione per il futuro industriale del territorio, con tante, troppe vertenze aperte per crisi che, come Categoria, abbiamo anche sostenuto - conclude il Segretario provinciale - ma sminuire il turismo aiuta chi vuole che Siena rimanga ferma, divisa e senza progetto. Noi stiamo dalla parte di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. Nessuno escluso".
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