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Turismo

Scoppia il caos per le strutture extra-alberghiere. Pracchia: “E’ necessaria una proroga”

Dovrà essere modificata la destinazione d’uso da residenziale a turistica: il punto di Confcommercio

Gennaro Groppa

26 Febbraio 2026, 05:30

Confcommercio strutture extra-alberghiere

Riunione nella sede di Confcommercio per discutere sul tema

Gli operatori delle strutture extra-alberghiere chiedono una proroga sui tempi necessari per adeguarsi alle nuova normativa regionale che prevede il cambiamento di destinazione d’uso, da residenziale a turistico-ricettivo, per chi gestisce bed and breakfast, affittacamere, case vacanza, residenze d’epoca. Il tema è stato affrontato anche nell’ultimo Consiglio regionale, e da Firenze sembra che possa esserci la volontà di dire sì a uno slittamento. Ieri pomeriggio operatori del settore arrivati da tutta la provincia senese si sono confrontati con i vertici dell’associazione di categoria Confcommercio per poter avere un quadro più chiaro della situazione. Il tema riguarda circa un migliaio di strutture che sono presenti nella provincia senese.

Nell’assise regionale gli assessori Leonardo Marras e Filippo Boni hanno dichiarato che “l’obiettivo della Regione è garantire certezza normativa, uniformità applicativa e un equilibrio tra esigenze di pianificazione territoriale, tutela degli operatori economici e diritti dei proprietari, accompagnando il sistema turistico toscano verso un assetto più chiaro e coerente. Sarà prevista una proroga dei termini per consentire alle amministrazioni comunali e alle strutture di adempiere con maggiore serenità”.

Il direttore di Confcommercio Siena Daniele Pracchia accoglie positivamente le notizie che arrivano da Firenze: “Abbiamo letto le dichiarazioni d’intenti della Regione, aspettiamo adesso di vedere tutto nero su bianco. Gli operatori sono molto preoccupati e si ritrovano ora a dover adempiere a una legge che al momento è unica in Italia. Ci sono problematiche di vario tipo, con criticità nei centri storici che sono patrimonio Unesco, e tra l’altro un decreto del Governo nazionale precisa che queste operazioni debbano avvenire a costo zero per gli operatori. Queste modifiche, inoltre, non riguardano gli agriturismi, che possono rimanere con destinazione d’uso abitativa. Noi crediamo che nello stesso mercato debbano esserci le stesse regole per tutti, chi fa ricettività deve avere un quadro normativo omogeneo”.

La legge indica al 30 giugno il termine ultimo per potersi adeguare per non essere fuori regola. Di tempo ne è rimasto poco, e sulla questione c’è ancora tanta incertezza. Le pratiche hanno inoltre bisogno di tempo per poter essere evase. “Abbiamo scritto anche agli enti comunali della nostra provincia e abbiamo trovato una condivisione sull’aspetto dei tempi. La Regione, comunque, ha compreso quelle che sono le difficoltà e che potrebbero generarsi danni agli operatori e ai Comuni. Sono comunque ragionevolmente fiducioso che le nostre istanze possano venire accolte, con una proroga delle tempistiche e con modifiche urbanistiche relativamente agli oneri”.

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