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Economia

Mps: per il dopo Lovaglio sarà corsa a tre

Indicati per il ruolo di amministratore delegato Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Il cda rinvia la scelta all’assemblea

Aldo Tani

06 Marzo 2026, 06:26

Banca Mps

Banca Mps

C’è una certezza all’ombra di Rocca Salimbeni: il mancato gradimento del mercato di fronte a quello che sta accadendo. Il titolo ha subito un’altra batosta, perdendo il 4,19%. In cinque giorni il passivo raggiunge oltre il 18%, con le azioni che si sono fermate di poco sopra ai 7 euro. Tendenza già iniziata con i mancati approfondimenti su Mediobanca e proseguita adesso che il cda ha deciso di cambiare rotta sui vertici. Di fatto a quaranta giorni dall’assemblea non è chiaro chi sarà a guidare Mps. I consiglieri, a differenza di quanto hanno fatto con il presidente (continuerà l’avventura di Nicola Maione), non hanno dato indicazioni.

Per il dopo Lovaglio sarà una corsa a tre: Fabrizio Palermo, caldeggiato dal gruppo Caltagirone, Corrado Passera, banchiere ed ex ministro, e Carlo Vivaldi, dirigente con una lunghissima esperienza dentro Unicredit. L’attuale ad di Acea sembrerebbe il favorito, soprattutto per la capacità di muoversi trasversalmente nelle società a capitale pubblico e privato. Gli sponsor nel suo caso non guastano, tanto che, parlando della situazione del Monte, Lando Maria Sileoni (segretario Fabi) aveva esclamato: “Molto probabilmente stanno pesando i rapporti personali all’interno della banca. Noi non facciamo tifo per nessuno, per noi l’importante è che Mps resti autonoma”.

Ci sarebbe da chiedersi da chi e da cosa, considerando che le quote in mano a Delfin e Caltagirone si aggirano attorno al 30% del capitale montepaschino. Il sindacalista però ha colto il punto, guardando all’elaborazione della lista. Prodotta dopo lunghe ore di confronto nel cda, sebbene poi approvato con voto quasi unanime.

Dell’elenco, composto da 20 nominativi, fanno parte anche: Paolo Boccardelli, Gianluca Brancadoro, Alessandro Caltagirone, Antonella Centra, Rosa Cipriotti, Elena De Simone, Simonetta Iarlori, Domenico Lombardi, Paola Lucantoni, Fabiana Massa, Gianmarco Montanari, Francesca Pace, Marcella Panucci, Francesca Renzulli Paramico, Renato Sala, Paolo Testi. Nove sono quelli uscenti. Intanto Federica Minozzi, consigliere indipendente e membro del Comitato nomine, ha rassegnato le dimissioni per sopravvenuti impegni professionali.

Nel frattempo, secondo quanto rivelato da Repubblica, Lovaglio non avrebbe fatto mancare uno sfogo, dichiarando che la sua "cacciata" è scaturita dalla mancanza di obbedienza verso i diktat di Caltagirone. Che i rapporti tra i due non fossero idilliaci non era un mistero, visto che gli altri due soci forti, la famiglia Del Vecchio e il Tesoro, non avevano mancato di sostenerlo con netto anticipo. Il manager lucano sarebbe stato convinto anche di poter contare su un maggiore sostegno all'interno del cda, visto che per l'approvazione della lista servivano dieci voti.

Alla fine le cose sono andate diversamente e sebbene esca sconfitto dalla partita, sembra improbabile (per non dire impossibile), che Lovaglio possa tornare alla ribalta nella lista di minoranza promossa da Giorgio Girondi. In ogni caso chi prenderà le redini del Monte, si troverà a gestire una fase di transizione complessa, con l'integrazione di Mediobanca da completare entro la fine dell'anno.

In questo quadro si inseriscono anche le conseguenze per i lavoratori. "Le scelte che verranno assunte non riguardano soltanto il mercato o gli assetti di governance, ma anche l'organizzazione del lavoro, le professionalità presenti in azienda e il ruolo che la banca continuerà a svolgere nei territori - sottolinea Carlo Magni, segretario Responsabile Uilca Gruppo e Banca Mps -. Per questo riteniamo necessario che il Piano Industriale venga esaminato anche nelle sue ricadute organizzative, occupazionali e professionali, attraverso un percorso di confronto strutturato con le parti sociali". A questo proposito il sindacalista precisa: "È importante che la fase attuale non rallenti il percorso già avviato sulle materie della contrattazione aziendale". Altra carne al fuoco.

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