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Economia

Guasconi: “La guerra penalizza le aziende. Preoccupano i rincari energetici”

Il punto del presidente della Camera di Commercio: "Temiamo per il manifatturiero, segnali importanti dal vino"

Gennaro Groppa

17 Marzo 2026, 05:17

Massimo Guasconi

Massimo Guasconi, presidente della Camera di Commercio

I dati economici delle aziende del territorio per l’anno 2025 non hanno fatto sorridere, facendo registrare vari segni meno e numeri spesso in ribasso rispetto all’anno precedente. Anche se la tendenza è andata in crescendo, con miglioramenti in vari indicatori nella parte finale dell’anno. Nel mondo che stiamo vivendo, tuttavia, gli scenari mutano assai rapidamente: e allora pensieri, progetti e prospettive solo di pochi mesi fa sono adesso in molti casi lontani da quelle che sono la realtà e la situazione attuale. La guerra in Iran e nei Paesi del Golfo causa ripercussioni, per svariati motivi, anche nel territorio senese. I rincari energetici colpiscono duramente e l’attuale instabilità mondiale rappresenta un problema sotto vari punti di vista. "Le preoccupazioni e i timori per ciò che avverrà quest’anno sono grandi", dichiara il presidente della Camera di Commercio di Siena e Arezzo, Massimo Guasconi.

- Presidente Guasconi, il 2025 è stato difficile per le aziende senesi e il 2026 già evidenzia enormi criticità: cosa ne pensa?

I costi energetici sono alti, ci sono varie questioni aperte per quel che concerne la logistica con difficoltà nel reperimento delle materie prime, nella circolazione delle merci e nella spedizione dei prodotti finiti. Esistono grandi problemi per tutto il settore della manifattura.

- La guerra in Iran e nei Paesi del Golfo incide anche sulle aziende senesi?

Sì, certamente. Abbiamo grandi timori per rincari energetici che ovviamente peserebbero tanto sulle industrie energivore del territorio. Ci sono merci prodotte nel Senese che vanno anche in quei Paesi. E poi c’è un discorso turistico, con una percentuale di turisti asiatici che è cresciuta nel corso degli anni, mentre ora lo scenario potrebbe modificarsi.

- L’instabilità mondiale può penalizzare fortemente il turismo, a suo avviso?

L’instabilità non agevola mai il turismo. Si pensi al fatto che nell’ultimo periodo in varie città italiane e anche in Toscana si è registrato un numero alto di prenotazioni che erano state effettuate da turisti statunitensi che sono state disdette. Ciò si deve, appunto, all’instabilità mondiale, alle incertezze internazionali, alla svalutazione del dollaro e alla tensione causata dai dazi.

- Dazi che hanno colpito duramente le aziende senesi del vino: l’export del 2025 verso gli States si è chiuso con un significativo ed eloquente -12% rispetto al 2024...

I dazi hanno inciso in primo luogo sul potere d’acquisto dei cittadini statunitensi, che sono i primi a essere penalizzati da queste misure perché troveranno dei prodotti a costi più alti. E se alcuni beni possono essere rimpiazzati da produzioni statunitensi, in altri casi ci sono settori nei quali la produzione negli Stati Uniti d’America è stata abbandonata da anni. Quindi io credo che i primi problemi vengano vissuti proprio dai cittadini statunitensi. L’ultimo trimestre del 2025 aveva fatto segnare buoni numeri e risultati positivi per il vino e la farmaceutica senesi, era stato trovato un equilibrio dopo un anno che non era stato semplice. E invece questo disastro della Guerra nel Golfo ha modificato di nuovo tutto, ora a regnare è l’incertezza.

- Quali sono le sue maggiori preoccupazioni?

Sono preoccupato per la manifattura, che può pagare pesantemente i rincari energetici. E spero di sbagliarmi ma credo che anche il turismo si rimodellerà, con minore presenza di stranieri e percentuali più alte di visitatori italiani.

- Su queste colonne la segretaria generale della Cgil di Siena, Alice D'Ercole, ha parlato di “arretramento produttivo” e “desertificazione industriale” per descrivere l'attuale scenario senese: cosa ne pensa?

Purtroppo stiamo vivendo una situazione non semplice. Dobbiamo lavorare per realizzare azioni che possano disegnare una riconversione, e magari andare a intervenire in settori che in questo momento hanno segnali positivi.

- Le parole riconversione e reindustrializzazione sono cruciali nella vicenda Beko per il sito in viale Toselli. Ora ci sono imprenditori interessati a investire nel polo...

Speriamo che si vada avanti in questa direzione. Riconvertire il sito di viale Toselli sarebbe ovviamente un ottimo segnale per il territorio, anche qualora ci fossero più soggetti interessati. Tutti i soggetti che vogliono venire a Siena per portare lavoro non possono che essere i benvenuti.

- Il mondo del vino sta cercando di andare oltre alle difficoltà nel mercato statunitense.

Sì, guardi agli ottimi risultati che le aziende senesi del vino hanno registrato in Germania e in Polonia, per fare due esempi. Ci sono mercati importanti nei quali può ancora aumentare la presenza dei prodotti senesi, e al tempo stesso le aziende cercano altri mercati. Credo che ci si debba guardare intorno con la mente aperta, poi i risultati arriveranno.

- Quali segnali arrivano da farmaceutica e camperistica, altri settori assai rilevanti per il territorio senese?

Nell'ultimo trimestre del 2025 erano arrivati buoni segnali anche da questi comparti. La farmaceutica è un settore che si muove e risponde anche con dinamiche che riguardano gli Stati, e comunque nei vaccini godiamo di un certo primato. La camperistica vive molto di quelle che sono le vicende europee, e d'altronde i primi mercati sono la Francia e la Germania: e anche in questo caso il 2025 si era chiuso con segnali molto buoni.

- Le preoccupazioni per il 2026 sono forti, ma pare di capire che in lei c'è comunque un pizzico di positività.

La positività è sempre un elemento fondamentale. Vanno sempre trovate nuove strade, i nostri prodotti sono unici e rappresentano dei riferimenti a livello mondiale. I valori non vengono meno nei momenti di difficoltà.

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