L'evento
L'assessore Vanna Giunti e il dirigente Barbetti tra i commensali
Cultura e cucina si sono intrecciate nel corso della cena organizzata giovedì sera, nel ristorante senese Bagoga, dall’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Siena. Una conviviale ecumenica straordinaria che è servita per celebrare il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco.
“Per l’Accademia è un grande riconoscimento - afferma il delegato senese Alberto Scarampi di Pruney -. È il risultato di settanta anni di impegno per valorizzare la nostra cucina. Non quella dei grandi chef, ma quella che viene dal basso, delle famiglie, dei sapori che si tramandano di generazione in generazione. La cultura della tavola è la famiglia che si ritrova, è lo stare insieme intorno a un piatto della tradizione. Oggi le famiglie sono più piccole e molte ricette tradizionali nascono per numeri diversi. In questo le contrade hanno un ruolo fondamentale nel custodire e riproporre queste tradizioni.
La cucina italiana continua a essere molto attrattiva per le persone provenienti da tutto il mondo: “Siena è già patrimonio Unesco per il suo centro storico - afferma l’assessore al turismo del Comune di Siena Vanna Giunti -, possiamo dire che a questo valore culturale e paesaggistico si aggiunge anche quello enogastronomico. È un legame indissolubile. La cucina italiana rappresenta anche lo stare insieme, la condivisione, e la nostra città questo lo vive ogni giorno, nelle contrade e nel Palio. Dobbiamo trasmettere questa cultura ai giovani, che rischiano di perdere il valore del cibo e del vino. È una sfida fondamentale. Non basta sapere di vivere in una città Unesco, bisogna capirne il valore e condividerlo”.
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