Economia
La rinascita della castagna amiatina
La Giunta regionale ha modificato il disciplinare di produzione della Castagna del Monte Amiata Igp (Indicazione Geografica Protetta), a seguito della richiesta presentata da un gruppo di produttori locali iscritti al circuito di controllo dell’Igp e rappresentativi della Igp stessa. Come ha spiegato l’assessore all’economia, attività produttive e agricoltura, Leonardo Marras, “parliamo di un settore che torna ad essere competitivo dopo gli anni del forte calo produttivo dovuto all’infestazione da cinipide, che ha determinato quasi l’azzeramento della produzione di castagne fresche, prodotto per il quale la castagna del Monte Amiata ha ottenuto la Igp nel 2000”.
Tra le novità più interessanti, la possibilità di vendita frazionata del prodotto (cioè prelevato da un contenitore certificato e tracciato), molto più ricercata dal pubblico delle sagre che in autunno si svolgono in tanti Comuni dell'Amiata. Viene introdotta la dimensione del prodotto calibrato che sarà riportato in etichetta nelle seguenti tipologie: fino a 80 frutti per chilogrammo “frutto grande”; oltre da 81 e fino a 95 frutti per kg “frutto medio” assicurando così una pezzatura maggiormente ricercata dal mercato.
In più i castanicoltori potranno scrivere che contengono “Castagna del Monte Amiata Igp” anche quei prodotti ricavati da frutti di inadeguate dimensioni o deteriorati per la vendita diretta e destinati ai trasformati o per farne castagne secche. I produttori del Monte Amiata - versante senese e versante grossetano - sono riuniti nella Associazione per la valorizzazione della castagna amiatina Igp, presieduta da Roberto Ulivieri, coadiuvato dalle vice-presidenti Noemi Mazzi (Unione comuni Amiata grossetana) e Fabiana Ciancimino (Unione comuni Amiata Val d’Orcia).
“Della associazione fanno parte anche i produttori del nostro versante della montagna e della Val d’Orcia - ha spiegato Ciancimino - Il nuovo disciplinare è molto importante e costituirà sicuramente una svolta per quelle aziende che non sono ancora entrate a far parte della associazione. A breve faremo incontri con i produttori dell’intera Amiata, per illustrare le opportunità, i bandi e come sia necessario rafforzare l’immagine di questo prodotto del nostro territorio”. Tra le novità introdotte c’è anche l’estensione dell’area di produzione della castagna amiatina e riguardo al recupero della redditività dei castagneti viene riconosciuto un numero maggiore di piante per ettaro, ampliata la resa massima ad ettaro e a pianta (con la possibilità di avvalersi maggiormente della certificazione Igp) e ampliato il periodo di raccolta.
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