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Economia

Mps, la lettera del cda ai soci: “Il futuro passa dalla stabilità”

Nella missiva viene messa in evidenza la decisione di candidare Palermo come amministratore delegato

Aldo Tani

30 Marzo 2026, 18:14

Banca Mps

Banca Mps

Il futuro di Mps si gioca anche sulle lettere. Non quelle dell’alfabeto, ma nella forma tradizionale di documenti cartacei. Così dopo la missiva di Pier Luigi Tortora, che tra le altre cose metteva in guardia gli azionisti dalla lista proposta dal cda, arriva proprio quella dei consiglieri uscenti.

Per sgomberare il campo dai dubbi, l’organismo decisionale chiarisce come “la stabilità della governance rappresenti una condizione essenziale per completare la trasformazione dell’istituto”. Non stupisce perciò che l’elenco di nominativi proposto dallo stesso consiglio si progettato “per garantire un equilibrio tra continuità e rinnovamento, con una governance pienamente allineata al Piano Industriale e agli interessi degli azionisti”.

Il documento rimarca inoltre che “la proposta nasce da un processo trasparente, strutturato e basato su standard internazionali, con scelte guidate da criteri meritocratici e dalle competenze”. Quindi, entrando nel dettaglio delle scelte, si evidenzia “l’integrazione tra memoria istituzionale e nuove professionalità, anche alla luce delle evidenze emerse dalla Board Evaluation: il 55% dei candidati presenta esperienze pregresse, mentre il 45% rappresenta nuovi ingressi”.

Altri punti di forza sono “una presenza femminile pari al 55% e una distribuzione anagrafica equilibrata, con un’età media compresa tra i 50 e i 59 anni, elementi ritenuti chiave per la sostenibilità della governance nel medio-lungo periodo” e la garanzia di “un’elevata copertura delle competenze chiave, con una media superiore ai benchmark (oltre il 90%) di profili dotati di esperienza consolidata nei settori bancario e finanziario, nella corporate governance e nelle responsabilità manageriali”.

L’occasione per rimarcare la validità della decisione di mettere Fabrizio Palermo, indicato come futuro ad, al timone della banca, “in virtù della sua esperienza nei processi di trasformazione e della capacità esecutiva”. La missiva si sofferma poi sull’esclusione di Lugi Lovaglio dalla lista proposta dal cda, nonostante sia stato l’artefice non solo della rinascita del Monte, ma anche dell’operazione Mediobanca.

Si tratta, secondo quanto scritto dal cda, di una “decisione strategica legata alle sfide future e non riconducibile esclusivamente a fattori reputazionali”. Riferimento quest’ultimo legato all’indagine sull’ops lanciata dall’istituto senese su piazzetta Cuccia e che coinvolge il banchiere lucano, Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri (Delfin). Fattore che tuttavia non ha impedito alla lista Plt Holding di candidare l’ad uscente come ceo di Montepaschi: passaggio che per Lovaglio ha voluto dire la sospensione da dg e la revoca delle deleghe.

Gli azionisti approfittano della lettera per un appello a sostenere i nominativi proposti dal cda, dando così stabilità e continuità all’attuazione del piano industriale. Mossa che secondo gli analisti ha soprattutto l’intento di tentare di influenzare i proxy advisor Iss e Glass Lewis. Elementi giudicati essenziali in questa partita e che entro il 2 aprile dovrebbero dare le raccomandazioni in vista dell’assemblea. Consigli in grado di spostare soprattutto le scelte dei grandi fondi internazionali.

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