Economia
Il ministro Giorgetti
Il Ministero dell’Economia non ne ha voluto sapere di prendere parte alla contesa. Con quasi il 5% delle quote di Mps avrebbe potuto giocare un ruolo di primo piano, ma Giorgia Meloni qualche tempo fa era stata chiara sul fatto che il compito dello Stato dentro la banca era terminato. D’altronde dopo essere sceso sotto la doppia cifra nell’azionariato, togliendosi così di dosso gli occhi della autorità europee, il Mef è quasi un azionista normale.
Se ci sarà l’occasione, proverà a fare cassa come è avvenuto nelle ultime vendite, altrimenti aspetterà che arrivi questo momento. Tuttavia, al di là dei numeri, è innegabile la fiducia riposta in Luigi Lovaglio, più volte lodato dal ministro Giancarlo Giorgetti. Già a gennaio, quando si stavano scaldando i motori in vista dell’assemblea, il Tesoro aveva espresso apprezzamento per l’amministratore: arrivato alla guida di Rocca Salimbeni con il governo Draghi e con l’esponente del Carroccio come ministro dello Sviluppo economico.
Non stupisce quindi che nel corso di un appuntamento istituzionale a Washington l’esponente del governo abbia sottolineato il percorso fatto in questi anni: “Siamo orgogliosi di aver risanato la banca nell'interesse di tutti i contribuenti italiani”. Senza la fiducia concessa a Lovaglio nella ricapitalizzazione del 2022 (accompagnata da 1,6 miliardi), non sarebbe stato possibile.
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