Economia
Lovaglio bis, patrimonializzazione a Piazza Affari di oltre 3 miliardi
I mercati hanno parlato. Da quando l’assemblea di Mps ha decretato la lista che sosteneva Luigi Lovaglio il Monte dei Paschi ha innalzato la propria patrimonializzazione a Piazza Affari di oltre 3 miliardi. Al termine dell’ultima seduta il valore è di 27,8 miliardi. Il 15 aprile, in apertura di giornata, le azioni valevano 8,31 euro.
Ieri sono arrivata a 9,16 euro, guadagnando in un solo giorno il 4,17%. A queste quote l’istituto senese non si vedeva da mesi, tra il crollo dei mercati azionari dovuto alle tensioni geopolitiche e l’incertezza sui destini dell’assemblea. Non è un caso che qualche agenzia di rating abbia sottolineato il rallentamento dell’integrazione con Mediobanca, registrato nell’ultimo periodo, sottolineando come adesso il processo andrà più spedito. D’altronde il banchiere lucano ha sempre detto di volerlo chiudere entro il 2026, raccogliendo se possibile i benefici per banca e azionisti già nel corso di quest’anno. Molto dipenderà anche da come si risolverà la partita interna al nuovo cda. E’ chiaro che rispetto al precedente, c’è una linea di demarcazione netta, con sei esponenti che sono espressione della consiglio uscente.
A partire dall’ex presidente Nicola Maione, che potrebbe prendere altre direzioni. Con lui anche Fabrizio Palermo, ex candidato ad, che oltre a essere a capo di Acea, ha i piedi anche dentro il consiglio di Generali. Lovaglio ha già chiarito di non aver preoccupazioni in merito ai nuovi collaboratori, ma non è escluso che qualche scoria sia rimasta, sebbene (Maione e De Martini a parte) siano tutte facce inedite.
Tuttavia, manca ancora una data di convocazione della seduta: martedì o mercoledì potrebbero essere i giorni buoni, visto che va sanata anche la questione dei due vicepresidenti da eleggere. La visione di Lovaglio sul consiglio non si discosta da quella di Pierluigi Tortora, il grande sponsor del banchiere: “E’ emerso un bel cda con una composizione significativa dal punto di vista delle competenze. Figure che, per quello che è stata la loro carriera, sono al di sopra di certe questioni, e sapranno trovare la sintesi verso un obiettivo comune”. L’imprenditore è poi ritornato sui voti dell’assemblea, partendo da Delfin: “Un azionista di maggioranza relativa, che sostiene un piano industriale, esprimendo più volte apprezzamento verso l'amministratore delegato, credo abbia deciso di credere in Lovaglio e nel suo programma”. Invece Banco Bpm, “per me è stata una piacevole sorpresa, che ho apprezzato molto”.
Tra gli impegni che attendo l’ad c’è la ripresa delle trattative con la componente sindacale, che nelle ultime ore è stato uno degli attori più attivi. “Ora è il momento di investire sulla crescita occupazionale e dare concreti segnali di riconoscimento alle lavoratrici e ai lavoratori per l’impegno - ha spiegato Fulvio Furlan, segretario della Uilca -, la professionalità e la passione con cui in passato hanno sopportato enormi sacrifici, garantito continuità aziendale e contribuito agli ultimi risultati positivi della banca”.
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