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Siena

Il regalo di Lidia Bachis alle Contrade

L'artista consegnerà le 17 tele ammirate nella mostra La mossa del cavallo

Marco Decandia

23 Febbraio 2026, 06:00

opere lidia bachis

C’è un momento in cui l’arte smette di essere un evento temporaneo, un’esposizione da ammirare per qualche settimana magari dietro il vetro di una teca, e diventa parte del patrimonio di una comunità. Per Siena, lo spartiacque scatterà mercoledì 25 febbraio, alle 18.30. Nella sala del Magistrato delle Contrade, in via di Città, si terrà un passaggio di consegne che non è solo formale: le 17 opere realizzate dall’artista Lidia Bachis per la mostra La mossa del cavallo, curata da Giuseppe Simone Modeo, verranno donate ufficialmente alle singole Consorelle. L’idea alla base dell’operazione è semplice ma significativa: restituire alla città ciò che l’artista ha elaborato partendo proprio dai suoi simboli. Ogni Contrada riceverà la tela che la riguarda, un acrilico su tela in cui la pittrice ha isolato icone, colori e frammenti araldici, reinterpretandoli con un linguaggio contemporaneo, quasi onirico. Non si tratta di una riproduzione didascalica degli stemmi, ma di un lavoro analitico sugli archetipi senesi.

Il progetto era nato lo scorso giugno, quando la mostra venne inaugurata a Palazzo Saracini, proprio nei giorni caldi che precedevano la Carriera di luglio. Lidia Bachis, artista di fama già presente alla Biennale di Venezia, si era avvicinata al mondo del Palio con la curiosità di chi osserva da fuori ma con il rispetto di chi sa maneggiare la materia mitica. Pur non avendo mai visto il tufo in piazza dal vivo prima di allora (recuperando poi con la presenza per il Provenzano 2025), aveva studiato a fondo la storia e l’iconografia delle 17 realtà, trovando punti di contatto tra le fiabe e la ritualità. “Le opere restano a casa, proprio come speravo quando sono stata invitata a esporre” commenta l'artista. Ed è proprio questo concetto a fare la differenza. In una città che vive di conservazione e memoria, l'ingresso di opere contemporanee nelle collezioni permanenti dei Rioni rappresenta un piccolo ponte tra il passato glorioso dei loro musei e i linguaggi del presente.

C’è anche un dettaglio interessante nel futuro di queste tele. Sebbene ognuna trovi ora la sua dimora definitiva in una sede diversa, il progetto resta riunibile: in occasioni speciali, potranno essere nuovamente radunate per mostre o eventi collettivi, ricostituendo quel mosaico unitario immaginato durante la creazione. L'appuntamento di mercoledì si chiuderà con un momento conviviale presso l'appartamento di Chiantimutua ets, che ha sostenuto anche la personale che ha tenuto banco dal 19 giugno al 20 agosto dello scorso anno. Poi i rappresentanti delle Contrade se ne andranno con il proprio frammento di arte da inserire nella propria storia quotidiana.

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