Lo scontro
Scontro Brambilla-Fabio sul Palio
L'ex ministro Michela Brambilla torna ad attaccare il Palio di Siena: arriva la ferma risposta del sindaco Nicoletta Fabio. "Si può fare a meno di certi palii, quando ero al governo dissi anche di quello di Siena, se non cambiano le regole" ha detto la deputata di Noi Moderati, la cui proposta di legge "Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione", è adesso al vaglio della commissione Agricoltura alla Camera.
"Il Palio di Siena è la nostra storia, la nostra identità, il cuore della nostra comunità - ha tuonato la Fabio - qualsiasi proposta di legge, dell’Onorevole Brambilla o di altri, che possa metterne in discussione lo svolgimento rappresenta un attacco diretto a Siena e alle sue tradizioni".
"Il disegno di legge - aveva spiegato la Brambilla - è frutto del lavoro delle associazioni animaliste e ambientaliste. Per noi ogni animale va tutelato, ma in politica bisogna partire da qualcosa. Le ricerche dicono che la stragrande maggioranza degli italiani vuole che ai cavalli vengano riconosciute le tutele degli animali d'affezione, come i cani e i gatti". Brambilla ha ricordato di aver "ricevuto attacchi da ogni parte d'Italia. Ma i sentimenti cambiano, evolviamo con la nostra cultura e sensibilità: se non potranno più fare ricette col cavallo se ne faranno una ragione, perché è in questa direzione che vanno i sentimenti degli italiani".
"Basta con lo sfruttamento dei cavalli in tutte le manifestazioni storiche - ancora la Brambilla - basta botticelle: sono rimasti 4 gatti, le riconvertiamo in un altro modo, sono tradizioni che hanno fatto il loro tempo". Da qui la stoccata: "Si può fare a meno di certi palii, quando ero al governo dissi anche di quello di Siena, se non cambiano le regole".
"Il Palio - risponde la Fabio - è patrimonio culturale immateriale, è regolato da norme rigorose e da controlli veterinari costanti, nel pieno rispetto della tutela degli animali. Difendere il Palio significa difendere la nostra città, la nostra identità. Il cuore di Siena non si tocca!".
Anche Michelotti (Fdi) attacca la Brambilla: "La proposta di legge dell’On. Michela Vittoria Brambilla sulla tutela degli equini rappresenta un attacco a un pezzo profondo della nostra identità nazionale, delle nostre tradizioni e della nostra cultura. Il testo della pdl A.C. 48 infatti, non solo mira a proibire vari elementi, ma ha persino l’obiettivo di vietare l’utilizzo degli equini anche nelle manifestazioni storiche. È un’impostazione ideologica e isolata, che ignora la storia, le tradizioni popolari e la cultura gastronomica italiana. Proprio mentre la cucina italiana viene riconosciuta a livello internazionale come patrimonio culturale dell’umanità, si tenta con quella proposta di cancellare, per legge, tradizioni radicate che sono parte integrante della nostra identità collettiva, che non può certo essere riscritta sulla base di spinte ideologiche. Già in occasione della precedente legge sull’inasprimento delle pene per i reati contro gli animali, sempre a firma Brambilla, il governo accolse un mio ordine del giorno che impegnava a tutelare espressamente eventi identitari come il Palio di Siena. Un atto politicamente chiaro, che ribadiva, al contempo, il rispetto delle tradizioni e quello del benessere animale. Il Palio è identità collettiva, è patrimonio culturale immateriale riconosciuto, è storia viva della città di Siena. È un modello in cui tradizione e tutela veterinaria convivono in modo rigoroso. Chi lo attacca, dimostra di non conoscerlo".
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