Volley serie A2
A tre giornate dalla fine del campionato di volley A2, il tempo è praticamente finito e la situazione per la Emma Villas è più che complicata. Il direttore generale Fabio Mechini non gira intorno al problema e parte da un dato evidente: “La classifica non è buona, è chiaro. Sono diverse giornate che peggiora e se non si riesce a fare punti è normale che sia così”.
Il calendario mette davanti alla squadra tre partite in una decina di giorni: Porto Viro (domani 18 marzo 2026) e Brescia in trasferta, poi Aversa in casa. Un mini ciclo decisivo che può ancora cambiare il destino. Ma servirà una svolta netta, soprattutto nell’atteggiamento: “Cosa occorre? Tutto quello che fino adesso non si è fatto in partita”. La delusione più grande, secondo il dirigente, non riguarda solo i risultati, ma il divario tra allenamenti e gare: “Questa squadra vive buone settimane di lavoro, ma non siamo capaci minimamente di riportarlo in campo. Ed è una cosa che si ripete da tempo”. Un limite che, a questo punto della stagione, diventa un segnale preoccupante. Il direttore entra ancora più nel dettaglio, toccando un aspetto cruciale: “Vuol dire che questo gruppo non ha un dna, non ha un'anima pronta a combattere. Ci si può anche allenare bene, ma ora contano l'approccio e la partita, e lì sta mancando tutto”.
Le difficoltà emergono soprattutto nei momenti complicati: "Andiamo a corrente alternata e in difficoltà ci si disunisce troppo rapidamente". Una fragilità vista chiaramente nelle ultime uscite, da Ravenna alla sconfitta casalinga contro Lagonegro. Eppure, la stagione ha dimostrato che le qualità ci sono: “Questa squadra ha già fatto vedere che può fare buone prestazioni, come a Sorrento”. Ma ora non bastano più gli episodi: serve continuità, subito. La sfida di Porto Viro diventa così un crocevia fondamentale: “È una tappa obbligatoria se vogliamo pensare di salvarci. Non devono esserci alibi, nemmeno sul fattore campo”. La salvezza resta complicata, anche perché non dipenderà solo da questi risultati: “Possiamo fare anche tutti i punti, ma ci sono gli avversari che faranno il loro”. Per questo, la richiesta finale è chiara e diretta: “Ci aspettiamo un minimo di orgoglio da tutti, dai più esperti ai più giovani. Dobbiamo fare una rincorsa incredibile”. La chiusura è quasi un appello: “Dobbiamo uscire da queste tre partite consapevoli di aver dato il 110%, in modo onesto, dignitoso ed etico per mantenere la categoria”.
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