Valdelsa
In tribunale analizzati vari episodi di cessione di droghe a Poggibonsi
Spaccio di droga nelle vie di Poggibonsi: il procedimento nato dall’operazione “Angiportis” è sbarcato in tribunale di fronte al collegio presieduto dal giudice Fabio Frangini. Due gli imputati a processo, sui dieci complessivi coinvolti nell’inchiesta (gli altri otto hanno scelto i riti alternativi), si contesta la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti e decine di episodi relativi a presunte cessioni per le strade della cittadina valdelsana.
L’inchiesta ebbe nel maxi blitz dell’aprile 2025 il suo momento clou, dopo mesi di accertamenti: in azione entrarono un centinaio di carabinieri, supportati da unità cinofile ed elicottero a sorvolare la città, e numerosi presunti pusher furono colpiti da misure cautelari, fra cui cinque elementi che finirono in carcere. Un soggetto venne arrestato in flagranza di reato e altri furono denunciati per minaccia aggravata con arma da fuoco, e vari assuntori segnalati in Prefettura. Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati circa 70 grammi di stupefacente suddiviso in dosi. In aula ieri è proseguito il dibattimento: è stato ascoltato un ufficiale della polizia giudiziaria che ha condotto le indagini, spiegando l’attività tecnica che ha prodotto le prove dello smercio: sono tantissimi i filmati della videosorveglianza che immortalano gli incontri nelle vie per lo spaccio.
“La gestualità dello spaccio è classica – ha detto in aula il teste – abbiamo fatto annotazioni per ogni cessione, registrando la quotidianità dello spaccio”. Il processo proseguirà ad aprile: il giudice ha chiesto uno screening per valutare una ad una i 36 episodi addebitati.
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