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San Gimignano

Il Dantedì celebra la Vernaccia regina del Purgatorio

Dalla penna del Sommo Poeta al calice il percorso della prima Doc italiana

Caterina Iannaci

25 Marzo 2026, 14:00

Dante Vernaccia ai ia

Oggi (25 marzo 2026) è il Dantedì. Non solo l'occasione per celebrare il Padre della lingua italiana, ma anche per riscoprire come la sua opera abbia cristallizzato simboli e sapori che resistono ancora oggi. Nel mosaico della Divina Commedia, Siena e il suo territorio occupano uno spazio privilegiato. Quei versi hanno reso immortali personaggi indimenticabili come Pia de' Tolomei, il fiero Provenzano Salvani o l'invidiosa Sapia. Descrive le mura di Monteriggioni che "di torri si corona" e ironizza sulle vanità dei senesi, dalla ricerca del fiume sotterraneo Diana fino alle dissipazioni della brigata spendereccia.  Eppure, tra citazioni storiche e paesaggistiche, spicca anche un riferimento enologico che ha anticipato di secoli il concetto moderno di eccellenza: la Vernaccia di San Gimignano.

Dante inserisce questo vino nel Canto XXIV del Purgatorio, nella cornice dedicata ai golosi. Qui incontra Papa Martino IV, il pontefice francese che sta espiando i piaceri della tavola attraverso un rigoroso digiuno. Il Sommo Poeta scrive che il Papa "purga per digiuno l’anguille di Bolsena e la vernaccia", un’immagine vivissima che unisce la raffinatezza del pesce d’acqua dolce alla prelibatezza di un bianco già celebre nel Medioevo. Non è un caso che la Vernaccia compaia proprio qui: all’epoca era un bene di lusso, protagonista nei banchetti nobiliari e nei commerci che superavano i confini toscani.

Le tracce documentarie confermano questa fama: già nel 1276 le gabelle di San Gimignano imponevano tasse specifiche sulla sua vendita, segno di un valore economico consolidato. Quella stessa reputazione, cantata anche da Boccaccio e Folgòre da San Gimignano, ha attraversato i secoli fino a un traguardo storico: nel 1966, la Vernaccia è stata la prima Doc della storia italiana (e nel 1993 è passata a Docg). Oggi, a sessant'anni da quel riconoscimento ufficiale e nel giorno dedicato a Dante, questo vino rappresenta un ponte unico tra la letteratura e la terra, dimostrando come un sapore possa diventare identità culturale ben prima di finire in un'etichetta.

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