Sinalunga
Presidio dei lavoratori della Capaccioli
Un altro durissimo colpo al mondo del lavoro del territorio provinciale senese. Come riferiscono i sindacati, l'azienda Capaccioli è sull'orlo della messa in liquidazione, a meno di 20 giorni dall'avvio del percorso di composizione negoziata della crisi. Questo esito è fonte di grande amarezza e preoccupazione per la comunità, che si troverà ad affrontare un ulteriore buco occupazionale. Sono 43 i lavoratori adesso a rischio.
Un epilogo inatteso in quanto gli ultimi incontri tra le parti avevano generato spiragli positivi, dopo un lungo periodo di crisi dovuto agli stipendi arretrati non pagati. Era stata accettata la cassa integrazione e la tredicesima, e oltre a ciò l'azienda aveva fatto richiesta per aprire un contratto di solidarietà per tutto l’anno 2026, un ammortizzatore sociale che, rispetto alla cassa integrazione ordinaria, permetteva di prendere tempo nella direzione di risolvere i problemi. Non solo: la Camera di Commercio aveva nominato un esperto esterno per la ristrutturazione aziendale.
Nonostante tutto questo la situazione sembra precipitare. La FIOM-CGIL sollecita Istituzioni, Confindustria e politica a "convocare - si legge in una nota - un tavolo urgente sulle politiche attive per affrontare questa emergenza" e sostiene i lavoratori della Capaccioli in questo momento difficile. La nostra organizzazione sarà accanto ai lavoratori per limitare i danni e accompagnarli in questo percorso. Rimaniamo uniti e solidali in questa lotta per difendere il lavoro e il territorio. Domani 15 gennaio si svolgerà un presidio dei lavoratori dalle 10 alle 13 davanti all'azienda.
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