Montalcino
A Miami, sulle rive dell’Oceano tra palme e calici, il Brunello di Montalcino ha rubato la scena ai Golden Vines Awards, gli Oscar del vino. Insieme a nomi prestigiosi come Roagna Pajè Barbaresco Vecchie Viti, Passopisciaro Contrada G, Grattamacco Bolgheri Superiore, Tenuta Sette Ponti Oreno, il nettare ilcinese è stato grande protagonista della serata, incarnato in due anime: Biondi Santi e Marroneto. Due storie diverse, un unico battito.
“Non volevo più fare l’avvocato, volevo sporcarmi le mani di terra,” ha confidato Alessandro Mori, anima di Marroneto. Il suo Madonna delle Grazie 2021 nasce dal silenzio e dal vento tra le vigne: “Ogni giorno parlo con le piante, e loro rispondono. Non è poesia: è ascolto. Questo vino è frutto di pazienza e di rispetto. Non punta a stupire, ma a raccontare la verità del luogo. Ogni annata è una confessione. La 2021 è tra le più sincere: ha lottato, si è temprata e oggi vibra di equilibrio. È uno dei cinque vini più importanti della mia vita. Non lo dico per orgoglio, ma perché lo sento ogni volta che lo assaggio". Il suo Brunello si muove lieve ma deciso, con una profondità che nasce dalla semplicità. È la voce di una terra che non dimentica.
Di segno diverso, ma con lo stesso rigore, è la visione di Biondi Santi e della storica Tenuta Il Greppo, con il suo Brunello 2019. “Ferruccio Biondi Santi non voleva solo un grande vino - spiega l’amministratore delegato Giampiero Bertolini. - Ne voleva uno che sfidasse il tempo. Quattro generazioni hanno custodito questa idea: eleganza, finezza, capacità di evolversi per decenni. Oggi il mio compito è duplice: rispettare quello stile e accompagnarlo nel futuro. Non innovare per moda, ma interpretare il cambiamento senza tradirlo. Il 2019 ci ha regalato una trama sottile, una densità gentile. È un Brunello che non impone la sua forza, ma conquista. E tra vent’anni avrà ancora qualcosa da dire, con la stessa voce, solo più matura”.
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