Il caso
David Rossi
Il volume si fa sempre più alto attorno alla morte di David Rossi. Il caso è ritornato di nuovo centrale dopo che la perizia richiesta dalla commissione d’inchiesta, ha dato conto delle ferite al volto del manager non compatibili con la caduta. A questo giro a innalzare l’attenzione è stato Massimo Giletti, anticipando alcuni contenuti della nuova puntata de Lo Stato delle cose, andata in onda ieri sera.
Il conduttore ha svelato che la vicenda è a un punto di svolta, non aggiungendo però altri particolari. “Venerdì prossimo saranno 13 anni dalla morte del manager del Monte dei Paschi di Siena David Rossi - così l'annuncio social della trasmissione - Dopo le ultime perizie della commissione parlamentare di inchiesta la famiglia che ha sempre sostenuto che David non si è suicidato ha chiesto di riaprire le indagini. Ma la notizia è che le indagini sono già riaperte. Ce ne occuperemo, naturalmente”, ha scritto sui social il giornalista.
Della questione se ne occuperà anche oggi la commissione, che delibererà l’invio delle due perizie alla procura di Siena (che ha avanzato la richiesta) e dovrà votare la relazione di metà mandato, poi presentata proprio il 6 marzo all’Archivio di Stato. Il presidente Gianluca Vinci tempo fa aveva dichiarato: “Siamo a conoscenza che alcune procure si sono già mosse. Non quella di Siena”.
Nel frattempo poi era intervenuto anche il capo della procura di viale Franci, Andrea Boni, che aveva dato conto di un’attività legata al caso, senza però specificare quale: “Immediatamente dopo aver appreso dai media della sussistenza di elementi di valutazione diversi in relazione alla nota vicenda, che sarebbero stati acquisiti nell’ambito dei lavori della Commissione, l'Ufficio ha tempestivamente posto in essere quanto di propria competenza”.
Dichiarazioni che rappresentavano una risposta all’avvocato di Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, Carmelo Miceli, che proprio in tv aveva accusato la procura di non essere attiva. Il legale si era anche lamentato per non aver avuto risposta in merito alla presentazione di un’istanza per conoscere dell’eventuale iscrizione nei fascicoli ancora in fase di indagini preliminari.
Resta da capire se chi indaga, come affermato da Giletti, è ora in grado di aprire un fascicolo per omicidio. Sarebbe la prima volta, in quanto finora sono state aperte due inchieste, entrambe per istigazione al suicidio, poi archiviate. È possibile che ora i magistrati senesi, con in mano le perizie che documentano l’origine delle ferite e quindi la presenza di terze persone nell’ufficio del manager, possano prendere una decisione “epocale”. Come direbbe qualcuno, meglio tardi che mai.
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