Siena
Carabinieri di Siena, altri due truffatori arrestati
Altri due truffatori di anziani sono stati messi in manette ieri dai carabinieri a Siena. I militari dell'Arma hanno arrestato in flagranza di reato due persone provenienti dalla provincia di Napoli che avevano raggirato una 83enne della città facendosi consegnare con l'inganno 300 euro in contanti e gioielli per un valore complessivo di 5mila euro.
I due malfattori, associati al carcere di Siena in attesa della convalida di arresto, avevano utilizzato la solita tecnica del finto incidente stradale spacciandosi per carabinieri. Prima la telefonata con cui veniva comunicato che una vettura di sua proprietà aveva causato un grave incidente, poi l'arrivo presso l'abitazione della truffata di un falso perito per prelevare denaro e preziosi a titolo di cauzione.
Ad acciuffare i due sono stati, durante un controllo, i militari del nucleo investigativo dei carabinieri di Siena che hanno proceduto alla verifica del mezzo con a bordo i malviventi, trovati in possesso della refurtiva e dunque ammanettati. Il maltolto è stato riconsegnato all'anziana.
Il modus operandi dei truffatori
La truffa segue uno schema preciso: una telefonata d'allarme in cui l'interlocutore che può conoscere nome, cognome e dati personali, avvisa che un familiare è coinvolto in un grave incidente stradale o in un reato ed è necessaria una somma di denaro come cauzione, ovvero segnala che è necessario effettuare il "il controllo tecnico" del contatore. I malfattori utilizzano toni gentili ma decisi, creando pressione emotiva sulla vittima facendola sentire in colpa o in ansia e poco dopo, un sedicente carabiniere o avvocato o il falso addetto si presenta presso l'abitazione per ritirare denaro e anche gioielli che, nel caso del sedicente carabiniere, sono indicati come necessari per effettuare il confronto con la refurtiva rinvenuta nel corso di un'indagine.
I consigli delle forze dell'ordine
I carabinieri e nessun vero tecnico chiedono soldi per risolvere problemi legali o familiari né per effettuare verifiche. Ricevendo una telefonata del genere occorre mantenere la calma, contattare un parente o un amico di fiducia per verificare la situazione ed il 112 spiegando l'accaduto, senza aprire la porta a sconosciuti anche se dovessero dichiarare di essere carabinieri.
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