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Monteroni d'Arbia

Rapina in banca a mano armata: due arrestati, uno nella provincia di Siena. Bottino da oltre 300mila euro, la ricostruzione

In manette due rapinatori che il 29 dicembre avevano assalito la filiale di Castagneto Banca 1910 a San Vincenzo

Caterina Iannaci

11 Gennaio 2026, 20:54

Carabinieri

I carabinieri hanno arrestato due rapinatori, uno nel Senese

Rapinarono una banca a San Vincenzo (Livorno) portandosi via un maxi bottino da oltre 300mila euro: i carabinieri hanno arrestato due soggetti, tra cui un giovane proveniente dalla provincia di Siena, da Monteroni d'Arbia. Il colpo, alla filiale di Castagneto Banca 1910, avvenne il 29 dicembre: secondo quanto ricostruito uno dei rapinatori fece irruzione nella banca a volto scoperto e brandendo un taglierino sarebbe riuscito a farsi consegnare da un cassiere circa 333.000 euro, oltre a valuta straniera.

Il complice, volto parzialmente travisato, avrebbe intanto assunto il controllo dell'area destinata al pubblico, immobilizzando dipendenti e clienti legando loro i polsi con fascette auto-stringenti. Prima della fuga i rapinatori requisirono anche i cellulari di tutti i presenti in banca per impedire che dessero subito l'allarme.

I responsabili sono stati però rintracciati e messi in manette dai militari dell'Arma della compagnia di Cecina e del nucleo operativo e radiomobile: per uno dei due è scattata l'ordinanza di custodia cautelare del gip a Monteroni d'Arbia, dove un indagato è stato posto ai domiciliari, e a Novara dove l'altro arrestato si trovava già in carcere dopo essere stato sottoposto a fermo il 30 dicembre.

Già nell'immediatezza dei fatti, il 29 dicembre, si spiega dall'Arma, sarebbe stato individuato "un primo soggetto trovato in possesso di 13.865 euro in contanti". Il giorno dopo poi a Cameri, in provincia di Novara, localizzato in un albergo, sotto falso nome, uno dei due presunti autori - sottoposto a fermo è l'indagato poi destinatario di una misura di custodia cautelare in carcere - e sarebbero stati sequestrati 281.610 euro occultati tra i bagagli, oltre a un taglierino e alle fascette. Le indagini hanno portato anche a individuare, si spiega, "un complice logistico che avrebbe ricevuto 8.300 euro in cambio della fornitura di documenti d'identità per favorire la 'latitanza' di uno dei rapinatori".

Durante la perquisizione all'arrestato nel Senese, i militari hanno poi sequestrato circa 98 grammi di hashish, oltre un grammo di cocaina e un bilancino di precisione, motivo per cui l'uomo risponderà anche del reato di detenzione ai fini di spaccio. Le indagini proseguono nei confronti di altre persone che sarebbe coinvolte nel procedimento, per definire "compiutamente le singole responsabilità logistiche e operative". La refurtiva è stata recuperata e riconsegnata all'istituto di credito.

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