Siena
istituto scolastico Sarrocchi di Siena
Il caso della “lista stupri” comparsa nei giorni scorsi sui muri di un bagno del Sarrocchi continua a suscitare reazioni nel mondo politico locale. Il coordinamento comunale di Fratelli d’Italia definisce l’episodio “grave e preoccupante” e invita a evitare “ragionamenti demagogici” perché “in gioco c’è il futuro dei nostri ragazzi”.
Il partito esprime solidarietà alle famiglie delle studentesse, agli insegnanti e alla dirigente, ribadendo vicinanza anche “a tutti gli studenti che frequentano la scuola con profitto e spirito di sacrificio”. Per FdI, accanto ai progetti di educazione all’affettività già attivi, è necessario rafforzare la responsabilizzazione dei giovani, perché “le loro azioni portano sempre a conseguenze proporzionate alla loro gravità”.
Ferma condanna anche dalla Lega per Salvini Premier della provincia di Siena, che parla di “atteggiamenti ignobili” e si augura che la vicenda si chiuda con un “mea culpa” da parte degli autori, richiamando al rispetto come “base della vita”. Preoccupazione viene infine espressa dai consiglieri di Forza Italia Lorenza Bondi e Paolo Salvini, che collegano il caso al proliferare di episodi simili e al recente accoltellamento in un liceo di La Spezia.
Per gli esponenti azzurri, l’emulazione “anche se fatta come bravata” non può essere sottovalutata in una società in cui il passaggio dalle parole ai fatti può essere rapido e in cui “la violenza fa più like”.
Resto profondamente colpita, non soltanto come primo cittadino, ma come donna e come insegnante, da un episodio che non riguarda semplicemente una scuola, ma i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana. Per questo sento il dovere di intervenire con fermezza, perché è proprio tra i banchi di scuola che si deve costruire il primo argine contro la violenza” così era intervenuto il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio.
"Un gesto gravissimo e offensivo – ha proseguito – per il quale voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili, non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità. Nessuna parola, nessuno 'scherzo' che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato, soprattutto quando si tratta di nomi e persone reali. Questo tipo di comportamento è sintomo di una cultura che non rispetta le persone e i loro diritti fondamentali. Un’azione vigliacca e vergognosa fatta da pochi che certamente non rappresenta i valori di un’intera città”.
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