Economia
Cino Cinughi de’ Pazzi
Lo scorso fine settimana il Santa Maria della Scala si è trasformato nella capitale del vino grazie all’edizione 2026 di Wine&Siena. Adesso che è calato il sipario, è il momento di tirare le somme della kermesse, che ha richiamato un buon numero di visitatori e operatori. Cino Cinughi de' Pazzi, presidente del Consorzio Chianti Colli senesi, è soddisfatto: “Il bilancio è decisamente positivo, c’è stato un bell’afflusso di persone e si è registrata una presenza qualificata di professionisti del settore. Il numero di espositori è stato in linea con quello dello scorso anno. Si tratta di un risultato importante, soprattutto in un contesto fieristico sempre più competitivo, e conferma la solidità della manifestazione”.
Quali sono, secondo lei, gli elementi che hanno caratterizzato maggiormente questa edizione?
"Direi sicuramente la qualità dell’offerta e l’organizzazione degli spazi. La presenza di una sala dedicata agli incontri Business to business ha dato un segnale chiaro di crescita e di attenzione verso il mondo professionale. Inoltre Siena sta lavorando su nuove collaborazioni, come quelle avviate con Basilicata e Calabria, che contribuiscono ad ampliare l’orizzonte dell’appuntamento e a renderlo sempre più attrattivo".
Il Consorzio di cui lei è presidente ha partecipato con un proprio banco consortile. Che riscontri avete avuto?
"Una risposta molto incoraggiante. Avevamo circa dieci etichette in degustazione e la postazione è stata frequentatissima. Abbiamo incontrato consumatori curiosi e preparati, ma anche operatori attenti, interessati ad approfondire le caratteristiche dei nostri vini. Questo dimostra che il prodotto continua a suscitare interesse e fiducia"
Cosa hanno apprezzato maggiormente i visitatori?
"Si è confermato vincente quello che è uno dei punti di forza, ovvero il rapporto qualità-prezzo. I vini dei nostri soci riescono a coniugare identità territoriale, qualità costante e accessibilità. Ho notato che durante Wine&Siena abbiamo ricevuto molte domande mirate, segno di un pubblico sempre più consapevole, che non si limita all’assaggio ma vuole conoscere storia, produzione e prospettive".
Parlando di produzione, come si presenta la vendemmia 2025?
"È un’annata di ottima qualità, anche se con quantitativi leggermente inferiori alle previsioni iniziali. Le condizioni climatiche hanno favorito una grande concentrazione, con profumi intensi e una buona struttura. Sono caratteristiche che rendono questi prodotti particolarmente interessanti sia per il mercato italiano sia per quello internazionale. Tra circa un mese potremo iniziare l’imbottigliamento e la commercializzazione"
A suo parere, con quali sfide dovrà misurarsi Wine&Siena nelle prossime edizioni?
"La manifestazione sta crescendo, ma per compiere un ulteriore salto di qualità è necessario investire di più sulla promozione. Occorre maggiore visibilità, soprattutto fuori dalla regione ma anche all’interno della Toscana, attraverso la stampa. Ampliare il pubblico significa rafforzare il prestigio dell’evento e attirare nuove opportunità per espositori e operatori".
Per la valorizzazione del Chianti Colli senesi sul territorio, invece, cosa occorre?
"L’auspicio è che i ristoranti della città e della provincia inseriscano stabilmente nei loro menu almeno tre o quattro dei nostri vini, che rappresentano una scelta ideale per i clienti perché uniscono qualità, prezzo accessibile e un forte legame con il territorio. È anche un modo concreto per sostenere l’economia locale e rafforzare l’identità senese attraverso il vino".
Archiviata l’esperienza di Wine&Siena, cosa c’è in agenda per l’immediato futuro?
"Lo sguardo è già rivolto a Vinitaly. Sarà un’occasione fondamentale per consolidare i rapporti commerciali e presentare le nuove annate. L’appuntamento è per aprile, con l’entusiasmo e la voglia di brindare a nuovi traguardi".
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