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Siena

Rilancio di viale Toselli dopo Beko: fissato l’incontro tra Corradi e i sindacati

Le parti sociali hanno rinnovato la preoccupazione per la mancanza di progressi sulla reindustrializzazione

Vincenzo Battaglia

07 Febbraio 2026, 05:46

Sindacati beko

Beko, i sindacati incontrano Corradi di Sviluppo Industriale Siena

Venerdì prossimo i sindacati incontreranno Gabriele Corradi, uno dei consiglieri di amministrazione di Sviluppo Industriale Siena. Un faccia a faccia richiesto da tempo e reso ora possibile dall’ingresso in veste ufficiale del dirigente. “Altre novità non ci sono, siamo in una fase di stallo”. Con queste parole Massimo Martini, segretario della Uil Uilm di Siena, ha commentato la situazione della vertenza Beko.

“Stanno continuando - afferma il segretario della Uil Uilm di Siena Massimo Martini - i lavori di svuotamento dell'immobile e, di pari passo, sappiamo che dal mese di marzo Beko non sarà più presente fisicamente nello stabilimento di Siena. Quindi lasceranno il tutto a coloro che sono le ditte appaltatrici per lo svuotamento e poi subentrerà Invitalia per i lavori di bonifica. Partiremo a marzo, con la formazione”.

Però il tempo passa e le risposte non arrivano. Ancora non è nota nemmeno la rosa dei nomi dei possibili investitori nello stabilimento e questo non fa che aumentare le domande: “Siamo preoccupati - afferma Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena -. Sappiamo bene che il tempo è un fattore determinante: più ne passa, più è difficile rimettere nel circuito i lavoratori. Lo sviluppo non può prescindere dalla ripartenza del sito di Viale Toselli”.

Nonostante questa situazione, lo spirito dei lavoratori non si piega e continuano a sperare in una svolta: “È importante accendere i riflettori - afferma il segretario della Fim Cisl di Siena Giuseppe Cesarano - su una vertenza che per noi non è chiusa. È una vertenza che entra nel vivo, auspichiamo che nel 2026 ci sia un nuovo soggetto industriale. Abbiamo condiviso già con la Regione Toscana un piano formativo, che era nei patti, quindi da questo punto di vista, quando si parla di lavoro c’è attenzione”.

Gli impegni presi prima della chiusura del sito erano abbastanza chiari: “Dobbiamo capire come andare avanti - afferma Laura Boldrini -. Mi sembra che stiamo in un momento di stallo e, siccome sono stati presi impegni seri al Ministero, vorremmo capire adesso come procedere. Credo che sia del tutto legittimo che le lavoratrici e i lavoratori vogliano sapere se c’è un soggetto interessato. Perché da questo dipende anche il tipo di formazione che dovranno fare coloro che sono ancora rimasti in attesa”.

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