L'investimento
L'ingresso dell'ex Laterizi Arbia a Castelnuovo Scalo
«Finalmente una bella notizia: per l’industria nel territorio c’è un barlume di speranza». Soddisfazione e ottimismo fra le sigle sindacali alla notizia dell’investimento deciso da Siderurgica Fiorentina sull’ex fornace Laterizi Arbia a Castelnuovo Scalo, che potrebbe portare in dote 300 nuovi posti di lavoro, grazie anche alla sinergia tra tre Comuni (Asciano, Castelnuovo Berardenga e Rapolano Terme) e la Regione Toscana. L’immobile finito all’asta è stato acquistato dall’importante azienda con sede in Val d’Elsa che intende farne un polo produttivo per una nuova linea di mercato, con tanto di recupero dello scalo ferroviario. Ci vorranno almeno 3-4 anni per avere il completo recupero del sito, fra bonifica, abbattimento ed edificazione della nuova fabbrica, ma intanto si apre uno spiraglio di luce nelle tenebre che hanno avvolto il comparto industriale della provincia. Il 2025 è stato l’anno della chiusura del sito Beko di viale Toselli, il 2026 si è aperto con l’addio di Paycare e la crisi Engineering e Capaccioli.
«La notizia dell’iniziativa di Siderurgica Fiorentina fa molto piacere in questo panorama disastrato – afferma Daniela Miniero, Fiom Cgil – è un barlume di speranza e la dimostrazione che quando si agisce con responsabilità sociale si può fare impresa e industria, con un’ottica lungimirante. Un’industria che muore danneggia gravemente la città e il territorio a livello economico e demografico». «Finalmente una bella notizia – gli fa eco Giuseppe Cesarano, Fim Cisl – davvero positiva per il territorio».
La nascita della nuova fabbrica a Castelnuovo Scalo (con relative assunzioni) può fare da paracadute per altre crisi che insistono sul territorio? Secondo i sindacati non è da escludere che al momento della ricerca del personale chi è rimasto tagliato fuori dalle varie chiusure possa avere una nuova opportunità.
«La vicenda dell’ex fornace e quella Beko sono distinte e separate ma nessuna delle due esclude l’altra» premette Miniero, che, al pari di Cesarano insiste al riguardo alla convocazione di un tavolo per le politiche attive. «Lo abbiamo richiesto ma ancora non si è concretizzato – evidenzia – dovranno partecipare parti datoriali, istituzioni e politica, per favorire uno scambio e il reimpiego occupazionale, creando sinergie per potenziali incroci e riqualificazioni professionali». Anche Massimo Martini, Uil Siena, non scarta la possibilità di un legame con la partita ex Beko. «I numeri dell’iniziativa della Siderurgica fanno pensare che anche sul sito di viale Toselli possiamo ottenere un buon risultato – evidenzia - siamo pronti a chiedere un incontro con i tre sindaci di Asciano, Castelnuovo e Rapolano per capire la situazione se mancheranno prospettive su Siena».
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