Siena
Il Tribunale di Siena
Non accettava che la fidanzata volesse mettere fine alla loro relazione: minacce, stalking e lesioni, il Tribunale di Siena ha condannato a 2 anni e 5 mesi di pena un ragazzo della provincia di Siena che aveva reso un incubo la vita della ex, di nazionalità cinese. Una condanna – giunta ieri mattina dopo un’ora di camera di consiglio – più lieve rispetto a quella che era stata la richiesta della Procura di Siena, ovvero tre anni e mezzo: il giudice Andrea Grandinetti contestualmente ha ammesso l’accusato alla pena sostitutiva, individuata nella detenzione domiciliare. Il risarcimento alla parte civile, difesa dall’avvocato Claudia Bini, sarà invece stabilito in sede civile.
Il giovane, rappresentato in giudizio dagli avvocati Alessandro Betti e Gabriele Cresti, era finito sotto indagine per tutta una sequela di episodi contestati, avvenuti a Siena nell’arco del 2025: schiaffi, pugni e minacce, tra cui quella di ucciderla con un taglierino se lei lo avesse lasciato, o di crearle problemi legati alla sua permanenza in Italia. Il quadro accusatorio era inoltre aggravato dalla relazione affettiva con la vittima. La quale nonostante lo stato di stress e paura ingenerato dalla situazione riuscì a trovare il coraggio di troncare il rapporto e denunciarlo, ma lui non si dette per vinto. Avrebbe infatti cercato costantemente il contatto con la ex, arrivando anche ad avvicinare persone a lei vicine per ottenere informazioni sulla sua vita quotidiana, recandosi presso i luoghi che lei frequentava nella speranza di incontrarla.
Non solo: in una circostanza si sarebbe presentato dalla ragazza atterrandola con pugni e calci. Il ragazzo le inviava inoltre numerosi messaggi, chiedendole di ritirare la querela e di tornare insieme. Contatti telefonici inframezzati da pesanti insulti sessisti e altre minacce, “se vedo entrare un altro uomo nella mia casa la faccio saltare in aria”. “non vedo l’ora di infilarti un coltello nella tua gola”, sono quelle riportate al capo di imputazione. A seguito di una delle aggressioni subite, la vittima aveva riportato ferite giudicate guaribili dal referto medico in sette giorni, tra ematomi ed escoriazioni.
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