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La querelle

Lavori studentato a San Prospero entro 4 anni. Dsu: "Servono 6 milioni. L'edificio per noi è strategico"

Al via la vendita dell'ex mensa Bandini, per 4,3 milioni: spazio a nuove case, il ricavato sarà investito nella riqualificazione degli alloggi

Claudio Coli

09 Aprile 2026, 05:34

Marco Del Medico

Marco Del Medico, presidente Dsu

“Noi lo studentato di San Prospero lo vogliamo tenere e rimettere a posto: è strategico per la città e intendiamo spostarci, appena riqualificato, i ragazzi che alloggiano nelle case studenti fuori dalle mura”.

Il Dsu alza la voce per ribadire la volontà di intervenire, non appena ci saranno i fondi, per ridare vita all’immobile che da tempo è in disuso e vittima di alcune incursioni notturne. I tempi saranno lunghi, circa 4 anni complessivamente – stima l’azienda regionale – ma intanto il passo importante è l’avvio della procedura di vendita dell’ex mensa Bandini, che si spera porti in dote 4,3 milioni di euro, cifra da reinvestire nei corposi lavori di risistemazione dello studentato.

“La visione del cda - spiega il presidente Dsu Del Medico – è di rimetterlo in moto, ma ci sono problemi strutturali da risolvere”. “La perizia – ricorda il direttore Carpitelli – parla della necessità di opere di adeguamento sismico complesse e invasive, con un costo che si aggira tra i 6 e i 6,5 milioni di euro”. “La residenza – ancora il direttore – è strategica per noi, conta 157 alloggi e una volta risistemata sarà preferibile alle altre e anche economicamente sostenibile”. Si dovrà aspettare dunque la futura vendita dell’ex Bandini, che ha destinazione residenziale. Nel frattempo, assicura Del Medico, saranno messe varie toppe: “Nessun degrado – sottolinea – la struttura non è fatiscente, abbiamo inserito delle maglie anti intrusione”.

Ed è stata massima disponibilità ai residenti – nel corso di un incontro con alcuni rappresentanti del comitato di San Prospero - a intervenire in caso di segnalazioni. “Siamo pronti a inibire gli accessi anche al secondo piano, serve massima condivisione e collaborazione fra tutti”.

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