Domenica 22 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

L'intervista

Mauro Rosati: “Servono mercati per i nostri prodotti agroalimentari”

Il direttore generale di Qualivita: "Nel Senese quattro hub eccezionali, Brunello, Nobile, Chianti Classico e Vernaccia. A Siena possiamo rilanciare dolci e cinta. Mercosur? può aprire scenari interessanti”

Gennaro Groppa

22 Febbraio 2026, 05:30

Rosati Grifo Nobile

Rosati insignito con il Grifo Nobile

Mauro Rosati, direttore generale della Fondazione Qualivita, ha fatto della qualità nel settore agroalimentare la stella polare da seguire. Negli anni i fatti gli hanno dato ragione. Il settore è divenuto sempre più rilevante, da un punto di vista economico e occupazionale, nel territorio senese. I prodotti senesi sono noti e apprezzati nel mondo. Le intuizioni di Qualivita si sono rivelate azzeccate sotto tanti punti di vista.

È stato un grande successo il forum sulla qualità alimentare che si è tenuto a Siena nello scorso dicembre, e che ha visto la presenza del commissario europeo all’agricoltura Cristophe Hansen che nell’occasione ha parlato delle linee guida dell’Action plan continentale per il settore. A Siena nella circostanza sono arrivati anche i ministri dell’agricoltura Francesco Lollobrigida per il Governo italiano, Annie Genevard per la Francia e Luis Planas per la Spagna. Ciò ha fatto del forum sulla qualità alimentare un appuntamento di primo piano a livello europeo.

Nei giorni scorsi Rosati è stato insignito del Grifo Nobile, riconoscimento che gli è stato assegnato in occasione dell’Anteprima del Vino Nobile a Montepulciano. Un premio che testimonia la bontà del lavoro effettuato negli anni da Mauro Rosati e dalla Fondazione Qualivita.

Mauro Rosati, il suo impegno per l’agroalimentare è stato riconosciuto anche attraverso il premio Grifo Nobile, che le è stato assegnato a Montepulciano in occasione di un appuntamento sempre più rilevante come l’Anteprima del Vino Nobile.

"Ricevere questo riconoscimento mi ha fatto enormemente piacere, e ciò è avvenuto in un contesto molto interessante. Non sempre capita di essere profeti in patria. Ad assegnarlo è stato un Consorzio importante da un punto di vista economico e della denominazione come il Nobile, che ha dimostrato di avere una visione innovativa. Penso al processo e al progetto di sostenibilità che hanno avviato, che è sintomo di grande democrazia e di cultura democratica".

Che anno è stato il 2025 per Qualivita?

"Credo che di più non potessimo fare. Lavoriamo da tanti anni e siamo riconosciuti nel settore. Al forum sulla qualità alimentare è intervenuto il commissario per l’agricoltura Cristophe Hansen ed erano presenti le delegazioni di importanti Paesi europei. Nell’occasione è stato presentato l’indirizzo strategico del settore per l’Action plan. Noi portiamo avanti delle visioni, siamo una via di mezzo tra un ente di ricerca e un’istituzione culturale. Ripenso a tutto il lavoro che abbiamo fatto negli anni e alle intuizioni che abbiamo avuto: ad esempio quando nel 2008 iniziammo a collaborare con McDonald’s parlando di italianità, un filone che è partito in quel momento e che va ancora avanti".

Che momento è per il settore agroalimentare in Italia?

"Lo scenario è un po’ complicato. Stiamo vivendo un momento di grande attenzione da parte dei consumatori, ma il mercato si sta restringendo. Ci sono dazi, blocchi commerciali e barriere chiuse, così diventa più difficile esportare il nostro vino. Da un lato il mercato chiede e vuole prodotti di qualità, ma da un altro lato ci sono barriere. Credo che l’Europa si stia muovendo rapidamente con importanti accordi bilaterali, penso soprattutto al Mercosur e all’India. Per fare un esempio: oggi in Brasile vengono bevuti in media 2 litri di vino all’anno. Ma il Brasile è un Paese enorme, dove sono presenti tanti italiani e dove la cultura non è così differente rispetto alla nostra. Si pensi a quanto questo dato potrebbe crescere e a quali vantaggi si potrebbero generare".

L’accordo con il Mercosur è ben visto dal mondo del vino italiano, tuttavia altre fasce del settore agroalimentare osteggiano questa collaborazione e hanno in più circostanze protestato: qual è la sua opinione sul tema?

"Ogni accordo può avere dei pregi e dei difetti. Ma credo che una collaborazione con il Mercosur potrà avere per l’Italia grandi e rilevanti effetti positivi. Io ricordo che anni fa ci furono critiche pesanti anche per l’accordo con il Canada, che invece oggi è basilare e il cui valore è unanimemente riconosciuto. Noi siamo un Paese che esporta i propri prodotti, quindi ritengo che più mercati abbiamo a disposizione e meglio è. Credo che quello con il Mercosur sia uno dei migliori accordi che si possano fare. L’Italia e il mondo del vino ne beneficeranno. Poi ovviamente non basta siglare una collaborazione, ma bisogna lavorare con le adeguate strategie di promozione e di marketing per poter raggiungere dei risultati".

Si guarda anche verso l’India.

"In quel caso si guarda soprattutto alle fasce alte di reddito della popolazione, il mercato indiano in sé è più difficile rispetto al Sudamerica perché la cultura è molto differente dalla nostra. Ma noi italiani siamo un popolo esploratore, come ci insegna e testimonia Marco Polo, e lo siamo anche per quel che riguarda i mercati internazionali".

Prima o poi potrebbero essere superate anche le difficoltà oggi esistenti verso il mercato statunitense.

"Certamente, ce lo auguriamo. Il mercato statunitense è maturo e assolutamente rilevante, non dobbiamo darlo per perso, tuttavia la situazione attuale pesa. I cambiamenti dei mercati vanno sempre affrontati rapidamente, e non mi riferisco solamente ai dazi ma anche a ciò che si sta modificando nei consumi e nelle abitudini delle persone. I giovani un po’ dappertutto sono meno interessati al mondo del vino per come viene proposto, credo che su questo tema serva una riflessione".

La qualità dei prodotti italiani rimane comunque altissima, e come tale viene riconosciuta nel mondo.

"Non abbiamo eguali. Ma non si può dormire sugli allori, perché come dicevo i mercati cambiano assai rapidamente. Le imprese devono sempre mantenere dinamismo, ma devo dire che lo fanno, per poter reagire a quel che avviene. Se penso al mondo del vino abbiamo quattro hub eccezionali nel territorio senese: il Brunello, il Nobile, il Chianti Classico e la Vernaccia. La qualità e la notorietà del vino si abbinano anche a un turismo che arriva nel territorio. A stentare, invece, è Siena, che non ha fino a oggi saputo creare un’economia che sia collegata a questa notorietà e fama nel mondo. Il turismo a Siena rimane mordi e fuggi, manca un grande progetto enogastronomico nonostante la reputazione mondiale di cui il territorio gode. Si pensi anche alle grandi difficoltà affrontate negli anni dal settore dolciario".

Quali sono i suoi obiettivi e i suoi auspici per il 2026?

"Mi piacerebbe lavorare per Siena e dare valore al territorio. In generale a livello nazionale continueremo a lavorare sul tema del turismo Dop, cercando una crescita ordinata e coerente con il valore dei prodotti. Faremo una grande presentazione di un importante progetto a livello nazionale, nei prossimi mesi lavoreremo anche a un progetto di intelligenza artificiale che può fornire strumenti che possono aiutare i piccoli consorzi e denominazioni".

Su quali progetti vorrebbe lavorare per Siena?

"Anni fa abbiamo effettuato un lavoro con Banca Mps sui centri Agridop aiutando i distretti. In generale l’obiettivo è trovare sinergie con le amministrazioni per andare a realizzare azioni che possano essere di sostegno al tessuto imprenditoriale. Abbiamo patrimoni importanti, che devono essere stimolati: penso ai dolci e alla cinta senese, prodotti che hanno grandissime potenzialità e che potrebbero essere esportati in tutto il mondo. Ci sono spazi per crescere. Siena ha ottime possibilità, se invece vado in centro storico e guardo tutti i negozi chiusi e le saracinesche abbassate mi interrogo su cosa sia successo. C’è qualcosa che non funziona. Ma la reputazione della città è enorme, ed è di livello mondiale. Si può lavorare per raggiungere buoni obiettivi".

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie