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Economia

Mps, fumata nera per la shortlist del cda: il tempo stringe e il puzze si complica. Lovaglio in bilico

Prosegue la trattativa, quadra da trovare entro domani. Il mercato intanto non perdona l'incertezza

Claudio Coli

04 Marzo 2026, 05:46

Lovaglio ad di Mps

Mps, l'ad Lovaglio

Fumata nera sulla composizione della shortlist dei 20 candidati per il consiglio di amministrazione di banca Mps post incorporazione di Mediobanca, da sottoporre all’assemblea del 15 aprile. Il tempo stringe: il limite scade domani e il puzzle per il comitato nomine – le cui indicazioni dovranno essere approvate dal cda guidato dal presidente Nicola Maione - si fa più complicato. Lo stallo perdura anche perché la legge Capitali impone il 40% di donne tra i 15 consiglieri finali, l’approvazione con i due terzi dei voti del board e tre posti per le minoranze. Su tutto incombe anche il via libera della Bce alle modifiche statutarie, già approvate dall'assemblea straordinaria della banca di inizio febbraio. Secondo le ultime indiscrezioni, l’ad Luigi Lovaglio potrebbe restare clamorosamente fuori, ma tutti gli scenari restano aperti, con l’indecisione che potrebbe anche mettere a repentaglio la deadline fissata.

Circolano vari nomi forti di papabili per la poltrona di ad, ovvero Fabrizio Palermo (ad Acea), l’ex ministro Corrado Passera (ex Intesa) quotato di più però per la presidenza, e Carlo Vivaldi (ex Unicredit). Stando ad alcuni analisti, Lovaglio potrebbe restare in gioco unendosi alla lista dell'azionista Giorgio Girondi (che detiene un pacchetto da 5% dei voti), ma il manager ha rifiutato di farne il capofila. Certamente l’assenza dell’ad nella lista sarebbe qualcosa di eclatante visto il peso che ha avuto nell’operazione Mediobanca e il sostegno sempre mostrato dagli azionisti Delfin e Tesoro. Quest’ultimo che non sarà della partita in assemblea: la sua partecipazione residua del 4,9% non verrà fatta pesare al momento del voto, come sancito dalla premier Giorgia Meloni.

“Quando ci sarà qualcosa da commentare la commenteremo” ha tagliato corto Passera, intercettato dai cronisti a Milano ieri in occasione del 130esimo Consiglio Nazionale Fabi. Il mercato intanto monitora con attenzione l’evolversi della situazione e non perdona lo stato di incertezza: ieri l’istituto di piazza Salimbeni ha perso il 4,06%, mentre Mediobanca ha fatto anche peggio, facendo registrare -5,42%.

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