Economia
Piazza Salimbeni, sede banca Mps
La settimana è iniziata sulla stessa falsariga di come si era chiusa quella precedente. Mps ha vissuto un’altra giornata negativa in Borsa, perdendo il 2,27%. Il titolo a inizio seduta era scivolato anche sotto gli 8 euro, prima di risalire parzialmente. Con i mercati in apprensione per i nuovi venti di guerra che soffiano dal Golfo, anche per il mercato creditizio non è semplice marciare a passo spedito. Però, nel caso di Rocca Salimbeni, come d’altronde per Mediobanca, a pesare sono anche le incognite sulla fusione su piazzetta Cuccia. L’ad Luigi Lovaglio nella conference call con gli analisti ha chiarito che le risposte arriveranno il 10 marzo insieme all’illustrazione della proposta di concambio.
“Il mercato - sottolinea l’economista Marta Degl'Innocenti, economista esperta di mercati finanziari della Statale di Milano - ha reagito al piano del Monte con un calo del titolo perché, pur giudicato ambizioso, è stato considerato carente di dettagli operativi chiave, in particolare sul rapporto di concambio e sulle tempistiche dell’integrazione con Mediobanca, aumentando così l’incertezza tra gli investitori”. Inoltre, conclude l'analista, “parte delle aspettative era già incorporata nel prezzo delle azioni e l’assenza di chiarimenti immediati ha innescato prese di profitto e vendite per prudenza”.
Chi attende delucidazioni approfondite sono anche le sigle sindacali. Non tanto sulla fusione, quanto sui benefici per i lavoratori derivanti dal nuovo piano industriale. “Si coglie un’evoluzione del modello operativo verso un gruppo finanziario integrato, nel quale acquisiscono crescente rilevanza le attività consulenziali e specialistiche”, sottolineano i sindacati a titolo unitario. L’occasione per avanzare delle richieste, anche alla luce dei cambiamenti in arrivo: “Le sinergie prospettate e la razionalizzazione organizzativa richiederanno particolare attenzione. La gestione delle eventuali sovrapposizioni funzionali dovrà avvenire senza impatti traumatici sul piano occupazionale e valorizzando le professionalità esistenti. La tutela e lo sviluppo dei lavoratori rappresentano una condizione essenziale per la riuscita del piano”.
Per le parti sociali è poi fondamentale che “l’evoluzione del ruolo della filiale verso una consulenza a maggiore valore dovrà avvenire monitorando con attenzione le pressioni commerciali e prevenendo fenomeni di stress lavoro-correlato”. Oggi intanto è atteso il voto del consiglio sulla lista per il prossimo cda da presentare all’assemblea del 15 aprile.
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