Giovedì 12 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Economia

Guerra in Medio Oriente, export a rischio, Siena tra le province più esposte

Vino, olio e agroalimentare, potenziale perdita di 9,6 milioni di euro. L'allarme di Coldiretti

Caterina Iannaci

12 Marzo 2026, 13:46

Export vino

Export provincia di Siena a rischio a causa delle tensioni geopolitiche

La crisi in Medio Oriente e l'instabilità geopolitica rischia di rallentare i mercati e colpire pesantemente l'economia Toscana: Siena è tra le province più a rischio. Secondo l'analisi di Coldiretti potrebbero andare in fumo quasi 56 milioni di euro di esportazioni tra vino, olio e piante, che da soli incidono per il 60%, rallentando la crescita verso mercati emergenti. Oltre a Siena, anche Firenze e Pistoia sono i territori più in bilico.

Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi all'ultimo anno, ricorda "il peso delle esportazioni del nostro Made in Tuscany nei Paesi del Golfo come Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Libano, Israele e Oman". Oltre all'aumento dei costi di produzione, in particolare del gasolio agricolo (+40% in una settimana) - per cui Coldiretti ha presentato una denuncia contro le speculazioni - e dei principali fertilizzanti usati in agricoltura come l'urea, già introvabile, l'escalation in Medio Oriente sta già causando gravi danni all'export e rischia di produrne molti altri. La guerra ha fatto scattare l'allarme per alcuni territori a forte vocazione agricola particolarmente esposti verso quei mercati.

Le aree più rischio

Al primo posto c'è la provincia di Firenze con 17,5 milioni di euro di prodotti esportati nel 2025, seguita da Pistoia con 10,2 milioni di euro e da Siena con 9,6 milioni di euro. Seguono poi Pisa con 7,1 milioni di euro, Arezzo con poco meno di 5 milioni, Livorno con 4,4 milioni, Lucca con 1,5 milioni, con fatturati inferiori al milione, Prato, Grosseto e Massa-Carrara. Tra i principali prodotti esportati le bevande - vino, birra e prodotti simili con 15,5 milioni di euro, seguite da olio e derivati con 10,8 milioni di euro e infine dalle piante vive con 9,1 milioni di euro. A preoccupare le imprese agricole sono soprattutto i prodotti deperibili, come quelli del florovivaismo, in particolare le piante.

I dati dell'export

Nel quarto trimestre 2025, sempre secondo Istat, l'export toscano e del centro Italia ha registrato numeri positivi (+0,7%) in controtendenza col resto del paese, dove si nota una dinamica congiunturale negativa, in particolare Sud e Isole (-6,7%), Nord-est (-1,1%) e Nord-ovest (-0,5%). Nel 2025, la crescita tendenziale dell'export, pur restando sostenuta (+3,3% a livello nazionale), rallenta per il Nord-ovest (+2,3%), il Nord-est (+92%), resta sostenuta per il Centro (+13,2%) ed è negativa per Sud e Isole (-11%).



Fra le le regioni più dinamiche all'export si segnalano Toscana (+21,3%), Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%), Liguria (+10,2%) e Lazio (+9,6%); quelle che registrano le flessioni più ampie, Basilicata (-17,8%), Sardegna (-11,4%), Sicilia (-10,8%) e Marche (-7,6%).



Da segnalare l'aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania, che spiega per 2,6 punti percentuali la crescita dell'export nazionale rispetto al 2024. Un ulteriore contributo positivo di un punto percentuale deriva dalle maggiori esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Toscana. All'opposto, la contrazione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici dalla Toscana e di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna fornisce un contributo negativo di un punto percentuale alla variazione dell'export.

Nell'intero anno, i contributi positivi maggiori all'export nazionale derivano dall'aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+201,1%), Francia (+39,2%), Spagna (+76,4%), Stati Uniti (+19,9%) e paesi OPEC (+44,5%) e del Lazio verso gli Stati Uniti (+54,2%). Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite della Toscana verso la Turchia (-55,8%), del Lazio verso i Paesi Bassi (-24,0%) e dell'Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti (-6,5%).

Le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Firenze, Arezzo, Trieste, Varese e Frosinone; quelle che forniscono i contributi negativi più ampi, Siracusa, Milano, Cagliari, Ascoli Piceno e Siena.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie