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L'inchiesta

Delitto di Garlasco, la perizia Cattaneo pronta a riscrivere il caso: "Chiara lottò prima di morire". Le anticipazioni del Tg1, cosa emerge

L'attesa consulenza può demolire le vecchie certezze: cambia anche l'orario dell'omicidio

Caterina Iannaci

24 Marzo 2026, 18:51

Chiara Poggi

Chiara Poggi

Si compone sempre di nuovi pezzi il puzzle dell'omicidio di Chiara Poggi, la giovane 26enne uccisa nella sua villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007. L'attesa consulenza depositata in procura dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, tra i nomi di spicco della medicina legale italiana, può riscrivere completamente le verità consolidate della sentenza che condannò all'ergastolo Alberto Stasi, l'ex fidanzato della vittima e unico imputato.

La professoressa Cristina Cattaneo

Secondo indiscrezioni riportate dal Tg1 e confermate da fonti vicine all'inchiesta, la perizia – affidata dalla procura di Pavia – ribalterebbe infatti scenari temporali e dinamiche del delitto. Non più un'aggressione fulminea e compatta in pochi minuti, come sostenuto in passato e alla base della condanna di Stasi, ma una finestra temporale più ampia e una colluttazione prolungata e feroce. Elementi che potrebbero rimettere in gioco alibi, tracce biologiche e movenze dell'assassino.

Una colazione "tarda" e un orario del delitto rivisto

Il fulcro della consulenza Cattaneo ruota attorno a tre pilastri: i tempi della morte, la dinamica dell'aggressione e l'arma mai ritrovata – un oggetto contundente che causò ferite letali alla testa della vittima. La perizia stabilisce che Chiara Poggi sarebbe stata uccisa almeno mezz'ora dopo aver fatto colazione. Questa stima, se confermata, sposta in avanti l'orario del delitto rispetto al ristretto arco temporale (tra le 9 e le 9:30 circa) indicato nelle sentenze passate. In quel contesto, l'azione era stata descritta come rapida e violenta, durata solo pochi minuti, compatibile con l'alibi di Stasi che attestava la sua presenza all'università poco dopo. La nuova finestra temporale allarga gli spazi investigativi. "Potrebbe mettere in discussione l'intera ricostruzione chronologica", anticipa il Tg1, citando elementi forensi che legano i residui nello stomaco della vittima al momento del pasto mattutino. Un dettaglio che, se validato, potrebbe ridisegnare i movimenti di chiunque fosse nelle vicinanze della villetta quel mattino d'estate.

La villetta in via Pascoli

Segni di una lotta disperata: dal piano terra alle scale

Non solo tempi: la consulenza dipinge un delitto brutale e articolato. Chiara non sarebbe caduta vittima di un attacco improvviso e letale, ma avrebbe ingaggiato una violenta e prolungata colluttazione con il suo aggressore. L'omicidio si sarebbe consumato in più fasi, tra il piano terra e le scale della villetta, con l'assassino che si sarebbe persino fermato a osservare il corpo della ragazza riverso sull'ultimo scalino. Sul cadavere di Chiara emergono prove di una difesa accanita: non solo le ferite da arma contundente concentrate sulla testa, ma un ventaglio di ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe. Segni che la 26enne non si limitò a proteggersi, ma tentò di contrastare fisicamente l'aggressore, afferrandolo e graffiandolo. Questo scenario assegna un valore specifico alle tracce di DNA rinvenute sotto le unghie della vittima.

Quelle tracce, secondo la nuova inchiesta coordinata dalla procura pavese, sarebbero riconducibili ad Andrea Sempio, figura già emersa in indagini successive alla condanna di Stasi. Sempio, amico di Stasi e vicino al contesto garlaschese, è stato recentemente al centro di accertamenti genetico-forensi. Se la perizia Cattaneo confermasse la compatibilità, il DNA sotto le unghie non sarebbe più un reperto "spurio" o casuale, ma la firma biologica di un partecipante attivo alla lotta.

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