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L'intervista

Francesco Giusti e il caso David Rossi, l'avvocato Martini: "Basta accostarlo alla vicenda: è estraneo, sono illazioni che possono rovinare una vita"

L'intervento del legale: "Chi lo ha tirato in ballo in Commissione è gravato da precedenti penali per diffamazione e stalking. Fatta già una denuncia a Siena, la prossima a Roma"

Claudio Coli

21 Aprile 2026, 20:37

Roberto Martini

L'avvocato Roberto Martini

“Basta accostare il nome di Francesco Giusti alla vicenda della morte di David Rossi”. È il monito lanciato dall’avvocato Roberto Martini del foro di Siena, che rappresenta il dipendente di banca Mps, ed ex segretario della Lega Nord della città del Palio, tirato in ballo in sede di Commissione parlamentare d'inchiesta dopo l’audizione dell’ex vigilessa del Comune di Siena Giovanna Ricci. La quale lo ha indicato come l’uomo del vicolo Monte Pio, ovvero la figura indistinta visibile nel video che immortala gli ultimi attimi di vita di Rossi, che si vede affacciarsi col telefono all’orecchio e poi indietreggiare. L’avvocato Martini ha deciso di diffidare qualunque media dal continuare ad accostare il suo cliente a tale grave vicenda. Giusti, audito dalla Commissione, ha già sottolineato la totale estraneità rispetto a quanto accaduto.

Avvocato Martini, come vi ponete davanti a quanto sta accadendo?

"Abbiamo deciso come strategia difensiva di attaccare, la situazione è fuori controllo e occorreva far cessare ogni indebito accostamento di Giusti alla tragica vicenda Rossi. Preciso che il mio assistito non è in alcun modo indagato ed ha chiesto spontaneamente di essere audito dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi, dinanzi alla quale ha già avuto modo di affermare con chiarezza di essere del tutto estraneo alla vicenda. Mi preme evidenziare che l'unica fonte che ha provocato il coinvolgimento mediatico del Sig. Giusti è rappresentata dalle dichiarazioni rese dinanzi alla Commissione Parlamentare da un soggetto che presenta una evidente attitudine criminosa oltre che – come ben noto a Siena - un consolidato profilo di inattendibilità".

Che obiettivo ha la diffida che ha diffuso?

"Vogliamo porre l’accento sulla credibilità della fonte delle affermazioni su Giusti, che reputo autentiche follie, richiamando tutti a porre più attenzione. La signora Ricci risulta infatti gravata da numerosi precedenti penali, fra pendenti e condanne definitive, sia per diffamazione e stalking, anche nei miei confronti, è stata querelata in molteplici occasioni per analoghe condotte, e già nel 2017 aveva tentato di fornire un presunto contributo di conoscenze alla trasmissione Le Iene in merito alla stessa vicenda, senza che tale contributo avesse alcun riscontro nella realtà. Al riguardo, già il Giudice Monocratico del Tribunale di Grosseto, Marco Bilisari, con sentenza n. 1136/2024, ha espressamente rilevato che la signora Ricci rappresenta ‘il modo con cui certe persone talvolta possono, per mania di protagonismo, millantare la conoscenza di retroscena scottanti su vicende dolorose’, riferendosi proprio alle dichiarazioni rese dalla stessa, in relazione alla morte di David Rossi. Forse la Commissione tutto ciò non lo può sapere, ma a Siena queste sono cose ben note a tutti".

Vi siete già tutelati legalmente?

"Sì. Una prima denuncia per calunnia, in riferimento alle iniziali dichiarazioni fatte a novembre, è stata presentata alla Procura di Siena dal precedente difensore di Giusti, l’avvocato De Mossi. Una seconda è in preparazione, e sarà presentata alla Procura di Roma, rispetto invece alle seconde affermazioni rilasciate dalla Ricci il 7 aprile, sempre dinanzi alla Commissione parlamentare".

Il suo cliente come vive questa situazione?

"Quanto successo sta pesando su di lui sia a livello personale che lavorativo. A suo carico non è prospettata solo una potenziale omissione di soccorso, ma un coinvolgimento diretto nella morte di Rossi. Illazioni gravissime che possono rovinare la vita di una persona e che d’ora in poi non saranno più tollerate".

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