Siena
Giovanni Mazzini e Tommaso Paccagnini
Divertimento, voglia di libertà e di non prendersi mai troppo sul serio, l’immancabile satira ed ironia che non fa sconti a nessuno, e una rinnovata accuratezza scenica e recitativa. Sarà questo e tanto altro “La Maschera di Ferro, ovvero Liberté, Egalité...Bidet”, l’Operetta dei goliardi senesi delle Feriae Matricularum 2026 che sarà messa in scena al Teatro dei Rinnovati nelle sere del 7, 8 e 9 maggio, a cura del Princeps Tommaso Paccagnini e della sua Balìa, composta da Tullio Giani, Filippo Maria Pescini, Mattia Terrosi, Guido Rossi, Giovanni Mazzoni, Giacomo Meschino e Matteo Muzzi. Gli studenti trasporteranno quest’anno i presenti in un viaggio indietro nel tempo, precisamente nella Francia del 1662, quella dei Tre Moschiettieri e del Re Sole, parodiando il noto film di Randall Wallace del 1998 con Leonardo DiCaprio, che si ispirava liberamente al romanzo “Il Visconte di Bragelonne” di Alexandre Dumas. Tante succose novità, a partire dalla regia: dopo anni di instancabile impegno dietro le quinte, osserva un “turno di riposo” Luca Virgili detto Fresco, autentico punto fermo dei goliardi.

A sostituirlo è un altro volto noto del mondo Feriae, ovvero Giovanni Mazzini, storico, già baliota negli anni novanta e voce del Palio per La7 come commentatore al fianco di Pierluigi Pardo, che nel corso degli anni ha sempre supportato la realizzazione delle operette. Un cambio alla guida - ad affiancare Mazzini sarà Mao Garosi - che nasce per una precisa scelta artistica e per creare nuovi stimoli in seno alla scrittura e all’allestimento dello spettacolo che rappresenta il momento clou delle Feriae, che hanno compiuto 80 anni. “Luca Virgili - premette il Principe Paccagnini - resterà a darci una mano come consulente esterno, possiamo solo che ringraziarlo per quanto ha fatto per noi, ha sempre tenuto insieme il gruppo specialmente negli anni più difficili”. Mazzini ci metterà del suo e porterà il carisma e l’esperienza accumulata nel mondo dello spettacolo: “Quando il Principe mi ha fatto la proposta non ho saputo dire di no, lo conosco da quando è un bambino” racconta Mazzini. Che ha le idee chiare su quel che sarà la sua prima Operetta da regista, ovvero uno spettacolo teatrale a tutti gli effetti, e di qualità: “La prima cosa che ho voluto proporre ai ragazzi è di insegnare loro a recitare, a stare su un palco – sottolinea – l'Operetta non deve essere solo buffa e saper fare ridere, devo dire che molti studenti sono notevolmente migliorati nel corso dei mesi. Vogliamo fare teatro”.

Sul prestigioso palco dei Rinnovati salirà tutto il popolo goliardico, formato da 63 elementi, i quali hanno iniziato le prove con cadenza serale da metà febbraio, nelle stanze in Fortezza, lo storico “laboratorio” dove nasce il genio creativo degli studenti. L’ambizione del nuovo corso artistico è mettere in scena un allestimento maggiormente curato e accessibile al pubblico, ricco di ironia e divertimento ma non autoreferenziale, che si apre “al mondo”.

“Potrebbe essere messa in scena pure fuori da Siena” evidenzia Mazzini, che spiega così il cambio di passo: “Le vecchie Operette di un tempo avevano tanti legami con i personaggi della città, tutti sapevano di tutti e tutto, le storie, i gossip – racconta – oggi questo aspetto si è quasi del tutto perso, non ci sono più certi riferimenti soprattutto per i più giovani e fare satira verso qualcuno diventa difficile, c’è più permalosità e strumentalizzazione” nota il regista “chiaramente ci saranno battute e collegamenti all’attualità cittadina - assicura - ma l’umorismo sarà valido anche per un pubblico non prettamente senese. D’altronde le Feriae sono l’ultima isola di libero pensiero”.
L’Operetta è pronta a riservare dunque numerosi colpi di scena: “La storia da cui partiamo ben è conosciuta – afferma ancora Mazzini – l'abbiamo riletta in una chiave alternativa, con nuovi personaggi che si rifanno a quelli dell’attualità internazionale, mettendoci del nostro”. L’Operetta come sempre è il primo grande evento che apre il calendario dell’estate senese: “Venite a teatro - è infine l’invito alla città del Principe – quest'anno sarà qualcosa di diverso, che da tempo non si vedeva, le scenografie sono davvero belle, al pari delle canzoni, e notevoli sono pure i costumi, c’è stata una ricerca davvero approfondita. Sarà uno spettacolo molto accurato e godibile”.
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