Economia
Il presidente Nicola Maione
Una difesa a spada tratta. Arrivata da Mps con una lettera agli azionisti per sostenere con forza la lista proposta dal cda uscente per il rinnovo dei vertici della banca. Presa di posizione che rappresenta però in prima battuta una risposta al proxy Iss. L’advisor aveva invitato al voto contrario su alcuni candidati presentati dal consiglio di amministrazione in vista dell'assemblea del 15 aprile, pur consigliando di esprimere una preferenza a favore della lista.
“La lista è frutto di un processo di selezione strutturato, rigoroso e trasparente, supportato da advisor indipendenti e basato su criteri oggettivi come la skills matrix e i requisiti fit & proper”, scrive l’istituto. L’operazione, vagliata dal Comitato Nomine, dalle funzioni di controllo e dal Collegio sindacale, ha incluso “un'ampia ricerca sul mercato, valutazioni comparative e dialoghi con i principali azionisti”, garantendo equilibrio tra continuità e rinnovamento, con competenze adatte alla fase attuale e un candidato Ceo dal profilo solido in contesti regolamentati. Il riferimento è a Fabrizio Palermo, che è stato promosso dal proxy, nonostante le titubanze che sarebbero filtrate da ambienti vicini alla Bce.
Mps contesta la “valutazione atomistica” dei singoli candidati da parte di Iss, definendola un “disallineamento ingiustificato”. La banca rigetta critiche procedurali limitate ad amministratori uscenti ricandidati, motivando l'esclusione dell'ex ad Luigi Lovaglio con “ragioni reputazionali, operative e strategiche”. Sostenere la lista significa appoggiare una governance stabile e competente, evitando discontinuità non necessarie”, conclude la lettera.
Particolare enfasi su Nicola Maione (in foto) e Domenico Lombardi: entrambi non approvati dal proxy. Nella lettera Mps parla di “elementi qualificanti” della lista. Maione, presidente dal 2018, ha guidato il cda attraverso ristrutturazione e rilancio, inclusi il Piano Industriale: la sua conferma è "un presidio essenziale di continuità". Lombardi, presidente del Comitato Nomine, ha assicurato processi allineati alle regole e interlocuzioni con la Bce; la sua esclusione causerebbe “perdite di stabilità”.
“Pur rispettando gli advisor di voto, la raccomandazione ISS non riflette la solidità del processo né le esigenze di governance”, chiosa Mps, invitando gli azionisti a una “scelta chiara”. Una conferma di quanto scritto ai soci pochi giorni, dove si sottolineava la necessità di stabilità per dare seguito al processo di rinnovazione della banca. C’è da dire che il proxy ha espresso riserve anche sulla lista Plt Holding.
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