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Siena

Anna Ferretti va all'attacco. Lavoro, commercio, cultura: "La città è ferma"

Intervista alla capogruppo del Pd: “Manca una visione di sviluppo. E i giovani se ne vanno”

Gennaro Groppa

09 Gennaio 2026, 06:24

Anna Ferretti

Anna Ferretti

La città è ferma. In questi anni non abbiamo visto una visione di sviluppo nel lungo periodo per quella che potrà essere la Siena del futuro. E i giovani se ne vanno”. La capogruppo Pd in consiglio comunale Anna Ferretti è tranciante nel suo giudizio sulla situazione che sta vivendo la città.

Anna Ferretti, quali sono a suo avviso i maggiori problemi nella Siena di oggi?

"Al momento non ci sono visioni e prospettive, l'ho detto in consiglio comunale sul Dup e sul piano strutturale. L'inflazione è alta, posti di lavoro vengono persi come nel caso di Beko e di Paycare oppure vengono diminuiti come nel caso di Gsk. Si fa una camminata in centro e si vede che i negozi chiudono. È necessario uno slancio, servono progetti che vanno pensati e realizzati".

Si riferisce a progetti per favorire il lavoro e per l'occupazione?

"Sì, ma mi riferisco anche al welfare, che può essere un elemento per dare vita a servizi, può portare lavoro e può creare una comunità più viva e più forte. Ora si parla di cohousing, che va anche di moda, ma in realtà ci si riferisce ad appena sei posti letto. Non bastano interventi spot, in questo momento serve entusiasmo e voglia di costruire percorsi. C'è un piano sul turismo per combattere il 'mordi e fuggi', ma qual è il marchio di Siena che vogliamo dare? Non possono bastare gli spettacoli teatrali a dare un marchio alla città. Eppure Siena ha tante eccellenze: si pensi all'università e all'ospedale, tanto per fare due esempi. Vorrei fare i complimenti ai dipendenti, tecnici e operai comunali per il grande lavoro che svolgono quotidianamente: il loro impegno è stato notevole anche in occasione della nevicata di ieri...".

Ha parlato dei negozi chiusi in centro: purtroppo è una triste realtà che accomuna Siena a tante altre città italiane...

"È vero. Però in altre città provano a studiare soluzioni per contrastare questo fenomeno. Penso allo studio sul commercio che è stato realizzato a Bergamo, uno strumento utile per capire la situazione e per cercare di dare risposte. Qui cosa si sta facendo? Gli ultimi progetti realizzati sono quelli attuati con il Pnrr, e tra l'altro sono progetti vecchi, di alcuni anni fa, quando a governare la città c'erano altri. Sono contenta per la fine dei lavori a Taverne d'Arbia e per la prossima variante a Costalpino, ma questi sono progetto molto vecchi che oggi arrivano a compimento. Quali sono invece i progetti che vengono pensati oggi per la Siena del futuro? Eppure i soldi ci sono, le tasse rimangono alte e quindi la possibilità di investire ci sarebbe. Bisogna fare qualcosa, altrimenti ai nostri nipoti cosa resterà?".

Rispetto ad alcuni decenni fa oggi, purtroppo, si assiste a una realtà per la quale tanti giovani ormai lasciano Siena pensando che il loro futuro possa essere migliore altrove...

"È cambiato il modo di concepire il mondo. Tanti giovani che nutrono importanti ambizioni finiscono per vedere possibilità strette oggi a Siena, e quindi vanno a vivere in altre città. Noi dobbiamo lavorare per i più giovani, per dare loro speranze nel territorio e farli rimanere a vivere qui. Siena deve rimanere una città medievale, ma al contempo deve dare risposte ai problemi di oggi".

Uno dei grandi progetti della Siena del futuro può essere il Biotecnopolo, che continua a viaggiare a velocità assai ridotta.

"Il Biotecnopolo procede molto a rilento, va avanti gocciolina dopo gocciolina. Intanto abbiamo già perso 100 milioni di euro rispetto alle speranze iniziali... Questo doveva essere il grande progetto per la Siena del futuro, ma ad oggi si vede assai poco. Il futuro è tutto da costruire e la giunta viaggia anch'essa a bassa velocità: hanno impiegato mesi per decidere come sostituire l'assessore Tucci e alla fine non hanno deciso nulla".

È soddisfatta del programma culturale del Comune di Siena?

"Ora avremo due mesi tutti dedicati ai libri. Non vedo un'organicitá. Il sindaco va in una direzione, il Santa Maria va in un'altra, e così fanno la Biblioteca e la Chigiana con il polo musicale. In qualche momento, penso alla scorsa estate, si vedono buone sinergie, in altri mi pare che ognuno vada per sé".

Qual è il progetto che lei vorrebbe realizzare per la Siena del domani?

"Mi piace pensare a un grande progetto di rigenerazione urbana dal punto di vista del welfare, per dare risposte ad anziani, alle famiglie, ai ragazzi. Siena è stata antesignana sotto tanti punti di vista, si pensi agli asili nido o a cosa fu Villa Rubini quando in altre città non esistevano realtà di quel tipo. Si potrebbe pensare a un grande piano per il welfare andando a utilizzare contenitori vuoti, creando posti di lavoro e dando risposte multiple e di vario tipo. La nostra città ha bisogno di ripartire".

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